“Lasciatemelo dire: l’umiltà italiana è veramente esemplare.
Non sentirete mai uscire dalla nostra bocca una parola vanagloriosa; noi siamo
poveri, noi siamo falliti, noi non abbiamo né buoni generali, né buoni soldati
di mare, né buone leggi, né buoni amministratori, né galantuomini, né Capitale
definitiva”. Così scriveva nel 1871 Carlo Lorenzini (1826-1890), in arte
Collodi, reso immortale dalla storia del burattino di legno che diventa uomo
più che dall’attività di giornalista, sagace polemista, critico di costume,
fustigatore dei vizi e delle contraddizioni italiche. Almeno fino a quando
l’artista Sigfrido Bartolini, che di Pinocchio nel 1983 fece una monumentale
edizione illustrata, non raccolse numerosi scritti giornalistici
accompagnandoli con un saggio, Attualità
di Carlo Lorenzini, destinato a mostrarne l’attualità e il valore.
Pubblicato purtroppo dopo la morte di Sigfrido Bartolini, a cura della figlia
Simonetta, questo volume contiene sia il saggio che l’antologia di articoli,
corredati dalle xilografie del maestro.
La riflessione di Bartolini nasceva da una quantità di appunti e annotazioni
raccolte durante la lettura dell’opera di Collodi, in particolare degli
articoli scritti per vari fogli dell’epoca come «Il Lampione» e «Lo
Scaramuccia», da lui stesso fondati, o «Il Fanfulla» e «La Nazione». Ironico,
arguto e senza peli sulla lingua (già in epoca granducale si era visto chiudere
un giornale da lui diretto), Collodi, ex combattente nelle patrie battaglie,
osservava con un misto di stupore e costernazione le manovre dei politici
nell’Italia appena unita e ne denunciava le storture. L’artista pistoiese,
anche lui grande scrittore e polemista, ha finalmente mostrato la stupefacente
modernità della visione di Lorenzini sui temi della società italiana e della
gestione della politica.
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“Lasciatemelo dire: l’umiltà italiana è veramente esemplare.
Non sentirete mai uscire dalla nostra bocca una parola vanagloriosa; noi siamo
poveri, noi siamo falliti, noi non abbiamo né buoni generali, né buoni soldati
di mare, né buone leggi, né buoni amministratori, né galantuomini, né Capitale
definitiva”. Così scriveva nel 1871 Carlo Lorenzini (1826-1890), in arte
Collodi, reso immortale dalla storia del burattino di legno che diventa uomo
più che dall’attività di giornalista, sagace polemista, critico di costume,
fustigatore dei vizi e delle contraddizioni italiche. Almeno fino a quando
l’artista Sigfrido Bartolini, che di Pinocchio nel 1983 fece una monumentale
edizione illustrata, non raccolse numerosi scritti giornalistici
accompagnandoli con un saggio, Attualità
di Carlo Lorenzini, destinato a mostrarne l’attualità e il valore.
Pubblicato purtroppo dopo la morte di Sigfrido Bartolini, a cura della figlia
Simonetta, questo volume contiene sia il saggio che l’antologia di articoli,
corredati dalle xilografie del maestro.
La riflessione di Bartolini nasceva da una quantità di appunti e annotazioni
raccolte durante la lettura dell’opera di Collodi, in particolare degli
articoli scritti per vari fogli dell’epoca come «Il Lampione» e «Lo
Scaramuccia», da lui stesso fondati, o «Il Fanfulla» e «La Nazione». Ironico,
arguto e senza peli sulla lingua (già in epoca granducale si era visto chiudere
un giornale da lui diretto), Collodi, ex combattente nelle patrie battaglie,
osservava con un misto di stupore e costernazione le manovre dei politici
nell’Italia appena unita e ne denunciava le storture. L’artista pistoiese,
anche lui grande scrittore e polemista, ha finalmente mostrato la stupefacente
modernità della visione di Lorenzini sui temi della società italiana e della
gestione della politica.
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Mauro Pagliai, 2011
A cura di:
Pagine: 64
Caratteristiche: ill. b/n e col., br.
Formato: 17x24
ISBN: 978-88-564-0147-9
Settori:
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