La vera storia dell’ultimo guerriero di Firenze.
Prima i salotti della Firenze bene, poi l’asfalto crudo di Campi Bisenzio, dove
la morte di un boss si annuncia con un lenzuolo e l’infanzia svanisce in un
soffio.
Gianluca Lapi non ha mai imparato a obbedire. Ha rifiutato la gabbia d’oro del
calcio professionistico — da Coverciano al Napoli, alla Pistoiese — per
prendersi la vita a pugni chiusi. È ripartito dal ring, arrivando alla finale
nazionale dei pesi medi. Poi è sceso nel sabbione del Calcio Storico, con il
colore Verde, portandolo negli anni a un successo storico. L’amicizia dei Tre
Leoni (Lapi, Dei e Guadagnolo), ragazzi che giocavano con la vita sentendosi
immortali, ma che hanno seminato il panico per le vie della città.
Quando sei lassù, in cima, il destino picchia duro. La morte tragica del padre
è solo l’inizio di un abisso. Il blitz, il buio delle manette, l’ombra spietata
della mala e del carcere. Un’accusa infamante, spazzata via da una sentenza
fredda, arrivata troppo tardi per cancellare un conto salatissimo.
Dalla penombra di Sollicciano ai privé di Montecarlo, dalle feste private alle
notti dove vige la regola della forza e restano solo le cicatrici dell’anima,
Lapi attraversa il fango senza mai chiedere sconti. Nemmeno a se stesso. Fino
alla rinascita, quando Franco Zeffirelli sceglie il suo volto segnato e fiero
per rappresentare l’orgoglio di Firenze ai Mondiali di Italia ‘90.
Amico del “Califfo”, eterno solitario, Lapi ci consegna un’autobiografia
viscerale e profonda. Non una cronaca di strada, ma una riflessione intima su
sopravvivenza e onore. Perché il riscatto non te lo regala nessuno: devi avere
il coraggio di scendere all’inferno e strappartelo da solo.
La vera storia dell’ultimo guerriero di Firenze.
Prima i salotti della Firenze bene, poi l’asfalto crudo di Campi Bisenzio, dove
la morte di un boss si annuncia con un lenzuolo e l’infanzia svanisce in un
soffio.
Gianluca Lapi non ha mai imparato a obbedire. Ha rifiutato la gabbia d’oro del
calcio professionistico — da Coverciano al Napoli, alla Pistoiese — per
prendersi la vita a pugni chiusi. È ripartito dal ring, arrivando alla finale
nazionale dei pesi medi. Poi è sceso nel sabbione del Calcio Storico, con il
colore Verde, portandolo negli anni a un successo storico. L’amicizia dei Tre
Leoni (Lapi, Dei e Guadagnolo), ragazzi che giocavano con la vita sentendosi
immortali, ma che hanno seminato il panico per le vie della città.
Quando sei lassù, in cima, il destino picchia duro. La morte tragica del padre
è solo l’inizio di un abisso. Il blitz, il buio delle manette, l’ombra spietata
della mala e del carcere. Un’accusa infamante, spazzata via da una sentenza
fredda, arrivata troppo tardi per cancellare un conto salatissimo.
Dalla penombra di Sollicciano ai privé di Montecarlo, dalle feste private alle
notti dove vige la regola della forza e restano solo le cicatrici dell’anima,
Lapi attraversa il fango senza mai chiedere sconti. Nemmeno a se stesso. Fino
alla rinascita, quando Franco Zeffirelli sceglie il suo volto segnato e fiero
per rappresentare l’orgoglio di Firenze ai Mondiali di Italia ‘90.
Amico del “Califfo”, eterno solitario, Lapi ci consegna un’autobiografia
viscerale e profonda. Non una cronaca di strada, ma una riflessione intima su
sopravvivenza e onore. Perché il riscatto non te lo regala nessuno: devi avere
il coraggio di scendere all’inferno e strappartelo da solo.
Mauro Pagliai, 2026
Pagine: 320
Caratteristiche: ill. b/n, br.
Formato: 12x17
ISBN: 978-88-564-0611-5
Collana:
Libro verità | Nuova Serie, 77
Settori:
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