Non chiamatelo una salsiccia “povera”: il bardiccio, salume tipico della Valdisieve e del Chianti Rufina, racconta in ogni aroma...
Presentata a Firenze la nuova versione de “Il Bardiccio,
storia e ricette di un insaccato ribelle” di Alessandro Sarti (ed. Polistampa)
Non chiamatelo una salsiccia “povera”: il bardiccio, salume tipico della
Valdisieve e del Chianti Rufina, racconta in ogni aroma e in ogni boccone
l’identità di un territorio unico. Ne avevamo parlato qui, anche a proposito
della sua versione britannica: preparata con mani esperte e con ingredienti che
portano il segno della terra, questa specialità viene oggi riscoperta dagli
chef più attenti. A raccontare di storie e ricette legate al Bardiccio è ancora
una volta Alessandro Sarti, che replica quanto già dato alle stampe nel 2016 e
realizza un nuovo volume sull’argomento.
Si tratta di Il Bardiccio: storie e ricette di un insaccato ribelle (ed.
Polistampa) in cui il regista Alessandro Sarti rimette al centro uno dei
simboli più veraci della Valdisieve. Quasi dieci anni dopo la prima uscita, il
libro torna in libreria in una veste completamente rinnovata, attualizzata nei
contenuti e nello sguardo: un omaggio a un insaccato popolare che, grazie anche
al lavoro divulgativo di Sarti, ha ormai valicato i confini regionali. Non solo
ricette e aneddoti: l’obiettivo dichiarato è quello di valorizzare un
territorio, le sue comunità e la sua memoria gastronomica. Il tutto con una
finalità solidale, perché – come ha annunciato l’autore – i proventi del libro
saranno interamente devoluti a Zia Caterina e al suo taxi Milano 25, da anni punto
di riferimento per tanti ragazzi colpiti da gravi malattie. Alla presentazione
– avvenuta al Media Center Sassoli di Palazzo del Pegaso – sono intervenuti
Stefania Saccardi, presidente del Consiglio regionale, le consigliere Serena
Spinelli e Francesco Casini, il vicesindaco di Pelago Giacomo Bracaglia,
l’esperta di cucina Luisanna Messeri, e naturalmente l’autore. Presente anche
il vignettista Lido Contemori, autore delle illustrazioni che impreziosiscono
il volume. «Questa pubblicazione – spiega la Saccardi – racconta un prodotto
che si lega in modo naturale alle eccellenze del Chianti Rufina. Il bardiccio è
memoria viva: parla dei nostri nonni, delle tradizioni contadine e di una
Toscana che riconosci nel primo assaggio». Sarti, da parte sua, rivendica il
carattere narrativo del volume: «Ho romanzato la storia del bardiccio,
intrecciandola a figure come Ghiberti, Giotto, Dante. Lido Contemori ha
illustrato tutto con immagini eloquenti. E poi ci sono sessanta ricette che
mostrano come questo insaccato abbia attraversato i secoli restando fedele a sé
stesso».
Il vicesindaco Bracaglia ricorda come il bardiccio sia diventato «protagonista
nelle trattorie, nelle pizzerie, nelle sagre, fino a comparire nei ristoranti
stellati e persino in importanti programmi televisivi», mentre per la cuoca e
volto tv Luisanna Messeri, che entra nel merito gastronomico: «Il bardiccio è
potente, va trattato con rispetto. Io lo amo con la zucca rossa, ma funziona
anche con cavolo, verza, broccoli: serve equilibrio, un abbinamento che domi la
sua prepotenza. È un patrimonio da proteggere e far conoscere al grande
pubblico».
Data recensione: 03/12/2025
Testata Giornalistica: Il Forchettiere
Autore: ––