La verità in un manoscritto
Il Tirreno, 06-05-2007, ––
Un libro racconta chi era davvero la nobildonnaDante, nel canto V del Purgatorio, parla della Pia de’ Tolomei, la principessa senese che sarebbe andata in sposa a Nello Pannocchieschi, conte della Pietra e signore di Prata (Maremma), colui che prima l’avrebbe fatta rinchiudere nel suo castello e poi uccisa. Ben diversa la Pia che viene oggi descritta nel libro “Matrimonio di sangue” (pp. 216, euro 12) di Mario Sica, appena pubblicato, con una brillante prefazione di Franco Cardini, da Polistampa.
La Pia raccontata da Sica è una donna vera che vive esperienze tipiche di quella che era la Toscana dell’epoca. È Pia di Ranuccio Malavolti, senese, vissuta nella seconda metà del Duecento, sposata a Tollo da Prata e misteriosamente scomparsa in Maremma.  Il romanzo narra la storia d’amore di Pia e di Berretta, un giovane giullare capitato per caso alla corte del palazzo del signore di Prata. Un romanzo che s’incarna strettamente negli elementi storici e geografici che
affronta, o piuttosto un saggio con alcuni elementi romanzati se è vero, come dichiara l’autore nell’introduzione, che le vicende narrate sono proprio delle notizie storiche, tratte da un manoscritto di una ventina di pagine stilate recto e verso in volgare. Il documento, dal titolo “Ricordanze di Placido Abbate Sancti Galgani da me Messer Ranieri ricolte ad utile consiglio de’ giovani”, sarebbe stato ritrovato dall’autore nella Biblioteca degli Intronati di Siena.
Matrimonio di sangue