Egnazio Danti e l’osservatorio astronomico in Santa Maria Novella
City Off, 01-01-2007, Irene Gherardotti
La misurazione esatta del tempo è stato un argomento che ha impegnato duramente matematici e scienziati sin dall’alba dell’umanità: Egnazio Danti, cosmografo granducale alla corte di Cosimo I de’ Medici, fu un assiduo inventore di strumenti scientifici al fine di ottenere precise misurazioni, tra cui l’esatta durata dell’anno. Progettò una serie di dispositivi: dal quadrante astronomico e dall’armilla equinoziale che egli fece collocare sulla facciata della Basilica di Santa Maria Novella a Firenze, ai due gnomoni a camera oscura che comportarono la creazione di un foro nel vetro del rosone e di un altro nella parte più alta della facciata. Oggi, con la riapertura dei fori gnomonici e grazie anche al ritrovamento di alcuni documenti inediti, Simone Bartolini ci propone uno studio alquanto dettagliato sul ruolo della basilica quale piattaforma per grandi strumenti astronomici, pubblicato da Polistampa col titolo I fori gnomonici di Egnazio Danti in Santa Maria Novella (pp. 96, euro 12). Diciassettesimo titolo della collana «Testi e Studi» diretta da Roberto Lunardi, il libro è stato stampato in occasione della posa dei marmi solstiziali nella
Basilica di Santa Maria Novella e lì presentato nel giorno del solstizio d’inverno (venerdì 22 dicembre 2006) . L’autore, attraverso la propria indagine, presenta e confronta diverse tipologie di materiali documentari: descrizioni inerenti la storia degli gnomoni, le loro caratteristiche essenziali, la loro costruzione, le conoscenze astronomiche proprie di Egnazio Danti e i motivi per cui questi strumenti si trovano in Santa Maria Novella. Il volume, con prefazione di Thomas B. Settle, è corredato dalle relazioni tecniche del cosmografo e da un apparato fotografico che documenta lo stato conservativo odierno dei suoi strumenti. In Santa Maria Novella Egnazio Danti gettò difatti le basi per il futuro utilizzo all’interno di una chiesa della meridiana, che per i successivi due secoli fu impiegata come strumento di indagine scientifica. L’intento era quello di misurare l’esatta durata dell’anno rispetto a due momenti astronomici particolari: l’equinozio di primavera e il solstizio invernale. I calcoli eseguiti dal Danti permisero di correggere il calendario fino ad allora utilizzato. Fu lui a organizzare il nuovo calendario, detto gregoriano
da Papa Gregorio XIII, e a stabilire che al giorno 4 ottobre 1582 seguisse immediatamente il 15 ottobre, correggendo un errore ereditato dal calendario di Giulio Cesare. Simone Bartolini, cartografo presso l’Istituto Geografico Militare, da oltre dieci anni si dedica con passione allo studio della gnomonica, progettando e realizzando varie opere artistico-gnomoniche. Da menzionare il grande orologio solare di Panicaglia (Borgo San Lorenzo, Firenze) dove uno gnomone di 3 metri proietta la sua ombra sul grande quadrante solare di 22. Un’altra sua opera è il complesso gnomonico situato nel parco pubblico del monastero buddista di Chi Lin a Hong Kong, costituito da una fontana in marmo sostenuta da un basamento ottagonale ove sono incisi 8 quadranti, sui quali è possibile leggere l’ora tramite Sole e Luna, le coordinate astronomiche del Sole e i periodi dello zodiaco cinese e occidentale. Ha vinto il concorso nazionale Il fiume, il tempo e il Sole per la realizzazione di un complesso gnomonico nel Parco del Mella nel Comune di Brescia ed è stato premiato per la realizzazione di una meridiana elicoidale nell’ambito del concorso internazionale Shadow of Time.
I fori gnomonici di Egnazio Danti in Santa Maria Novella
Un’appassionante storia della scienza astronomica della gnomonica