Porcinai e il sogno dell’arboreto
La Nazione, 28-01-2007, Patrizio Ceccarelli
È DA POCHI giorni in libreria «L’eclettismo nell’opera di Piero Porcinai», il volume, a cura di Tiziana Grifoni, che ripercorre il lavoro del più grande paesaggista italiano del XX secolo, che ha saputo spaziare, con grande maestria, dal recupero ambientale, alla progettazione del verde in ambito pubblico e privato, dal restauro di giardini e parchi storici, alla progettazione e mitigazione di grandi infrastrutture.PORCINAI ebbe un rapporto intenso con Pistoia e la sua provincia. In età giovanile aveva collaborato con il vivaio di Martino Bianchi e in età più matura, era il 26 maggio 1982, propose all’allora sindaco di
Pistoia, Renzo Bardelli, un progetto per l’arboreto.«UN ARBORETO come le propongo - scrive il noto paesaggista al primo cittadino Bardelli - non dovrebbe essere soltanto un mero campionario, ma un insieme di associazioni di piante capaci di rappresentare la flora di quasi tutte le regioni d’Italia nonchè gli esempi più felici delle vegetazioni legnose che l’uomo ha introdotto nei secoli e tuttora continua a introdurre in Italia».Un capitolo del volume, dal titolo «Da Pistoia piante ornamentali per parchi e giardini di tutto il mondo», è stato redatto da Renzo Benesperi, segretario generale dell’Associazione internazionale
produttori del verde «Moreno Vannucci».BENESPERI parla, tra l’altro, dei lusinghieri risultati «ottenuti grazie alle intuizioni ed al tenacissimo lavoro dei vivaisti pistoiesi che, senza significativi interventi pubblici, nè sostegni finanziari o di semplice indirizzo, hanno consentito - nel rispetto dell’ambiente - buoni livelli occupazionali e di sviluppo economico e sociale».«ANCORA oggi il settore - prosegue Benesperi - è in continua evoluzione ed emerge chiaramente che un migliaio di aziende agricole a prevalente conduzione familiare rappresentano il fulcro el vivaismo italiano per le piante ornamentali».
L’eclettismo nell’opera di Pietro Porcinai