Sulle tracce di Marco Polo per produrre meridiane
La Nazione, 31-12-2006, Alberto Fiorini
Lo scandiccese Bartolini conquista la Cina Da Scandicci al centro di Hong Kong, per realizzare una meridiana, primo italiano a tornare in terra cinese per realizzare uno strumento scientifico, dopo più di quattro secoli. Questo onore è toccato a Simone Bartolini un giovane cartografo scandiccese, nato a Siena che lavora all’Istituto Geografico Militare di Firenze. «È stato davvero un grande onore – ci dice – soprattutto per il modo con cui sono stato accolto dai monaci e dagli esperti che hanno vagliato il mio progetto».
E di cuore e passione il buon Simone ce ne ha messa tanta da quando nel 2005 è partito questo progetto: realizzare un complesso gnomonico, ovvero un’insieme di orologi solari e quadranti astronimici. Nel tardo XVI secolo fu Matteo Ricci, missionario gesuita, il primo uomo ad avviare relazioni culturali tra l’Europa e la Cina. Per decenni, portoghesi e spagnoli, soprattutto, avevano tentato di entrare nel ‘Regno del Drago’: ci riuscì un solo individuo, accolto nei confini meridionali del regno grazie alla curiosità dei cinesi per un oroglogio meccanico.
Da allora nessuno più, sino a Bartolini, che nel 2005 viene contattato dai responsabili del monastero buddista di Chi Lin, nel centro di Hong Kong, per progettare l’opera nel grande giardino adiacente al monastero di monache buddiste.
I cinesi, rimasti affascinati dalla grande meridiana nella piazza di Panicaglia nel Comune di Borgo San Lorenzo realizzata dal Bartolini, uno dei tanti progetti a cui ha lavorato, gli hanno chiesto il progetto di un’opera che si integrasse con il girdino ed il loro monastero, costruito in stile dinastia Tang. Uno dei più recenti lavori di Simone è un piccolo volumetto sui ‘Fori gnomonici di Ignazio Danti in S. Maria Novella’, presentato pochi giorni fa proprio nella suggestiva cornice della chiesa.
Lo scandiccese è volato alla volta di Hong Kong per tre volte in due anni, in modo da accordarsi sul progetto e tutti i dettagli in esso contenuti, stabilendo un nuovo contatto ed un’integrazione fra mondi così lontani e diversi, ma con l’idea di recuperare la cultura legata all’orologio solare: tramite universale da sempre tra l’uomo e
la misura del suo Tempo, tra l’Umanità e la conoscenza dei segreti dell’Universo.
Come mai è stato scelto un europeo e in particolare un italiano? «Mi hanno risposto – prosegue Simone – che gli italiani hanno più cultura e senso artistico degli altri popoli e poi perchè lavorano più con il cuore». Ma cos’è un complesso gnomonico? È composto da molteplici orologi solari e disegni che si armonizzano in una fontana in marmo a forma di fiore di loto, simbolo di purezza e semplicità.
La fontana, posizionata al centro della piazzetta antistante le scalinate di accesso al tempio, ha per basamento due ottagoni di diversa grandezza raccordati da otto riquadri trapezoidali, ognuno dei quali è inserito in una cornice. Tali riquadri, inclinati rispetto al piano orizzontale di 45 gradi, sono orientati secondo i 4 punti cardinali e a 4 posizioni intermedie. Nei riquadri esposti ad Est, Sud-Est, Sud, Sud-Ovest ed Ovest sono incise delle linee orarie e calendariali di diverso tipo con cui si può leggere l’ora con l’approssimazione del minuto, tramite il Sole e la Luna.
I fori gnomonici di Egnazio Danti in Santa Maria Novella
Un’appassionante storia della scienza astronomica della gnomonica