Leon Battista Alberti e Roma
Medioevo Latino, 01-01-2006, ––
Il volume si articola in tre saggi indipendenti che affrontano ciascuno un aspetto particolare dei rapporti dell’umanista con la città di Roma. Nel primo («L’Alberti curiale» pp. 9-153) l’A. esamina e interpreta le notizie biografiche e i passi di alcune opere albertiane per cercare di ricostruire i rapporti di Alberti coi vari cardinali e coi papi nel corso del quarantennio che egli trascorse a Roma, anni densi di stimoli culturali ma anche di un sempre crescente isolamento. L’A. alterna, nella sua trattazione, l’analisi anche minuta delle fonti biografiche
e quella degli scritti letterari, evidenziando soprattutto, di quest’ultimi, la funzione che potevano avere o le reazioni che potevano suscitare in Curia. Notevole spazio è riservato anche al ruolo di Alberti all’interno delle politiche culturali ma anche edilizie della Curia, specie sotto i pontificati di Niccolò V e Pio II (su questi temi, l’analisi dell’A. richiama l’attenzione soprattutto su Momus). Il secondo capitolo («Il sistema delle arti» pp. 155-278) si occupa invece prevalentemente dell’Alberti trattatista d’arte e architetto
e si propone di evidenziare, attraverso l’analisi delle opere letterarie ed architettoniche dell’umanista, il ruolo dell’esperienza romana e il suo significato nella vicenda dell’opera albertiana. L’ultimo capitolo («L’ultima cavalcata di Leon Battista» pp. 279-410) insiste invece su gli ultimi anni di vita dell’Alberti, con particolare attenzione alle opere della vecchiaia e ai complessi rapporti dell’umanista con gli ambienti romano e fiorentino, con cui, nonostante i tanti anni di assenza, non cessarono i contatti.
Leon Battista Alberti e Roma