«La guerra in tv è un inganno»
la Padania, 25-08-2006, ––
Secondo lo scrittore Malerba i conflitti sono mostrati con immagini sbagliate
L’informazione televisiva di guerra è bugiarda, incompleta, filtrata e schierata. Per capire pienamente un conflitto ci sembra, infatti, indispensabile guardare le immagini che accompagnano i servizi giornalistici trasmessi dalla tv. Ma così facendo spesso si finisce per essere ingannati perchè «in televisione il luogo della verità è il luogo della menzogna, mentre il luogo della finzione è un luogo in qualche modo della verità». Ad affermarlo è Luigi Malerba, scrittore, al tempo stesso giornalista e sceneggiatore cinematografico e televisivo, intervistato nell’ultimo numero di Moderni e antichi, l’annuario del Centro di Studi sul Classicismo di Arezzo, diretto dal professor Roberto Cardini ed edito da Polistampa. Malerba riflette sul diverso rapporto che la scrittura e la televisione instaurano con realtà e finzione, invitandoci a prender coscienza dei nostri pensieri e a capire le nostre reazioni e immaginazioni. «La scrittura può essere strumento di verifica e di verità per uno scrittore, ma anche strumento di menzogna,
che non bisogna confondere con la finzione letteraria - afferma lo scrittore -. La finzione è la verità dello scrittore, la sua carta di credito. A proposito di verità e menzogna succede in televisione un fatto curioso di cui mi son reso conto un po’ di anni fa. Durante la guerra delle Falkland guardavo le sequenze dello sbarco nei telegiornali. Ma mi ero accorto che c’era qualcosa che non mi quadrava del tutto. In quei giorni sono andato in Germania e ho visto le stesse immagini con il sottotitolo “Immagini di repertorio”. Dunque in Italia venivano trasmesse le notizie della guerra con immagini delle esercitazioni. Un inganno gravissimo perchè i soldati che vanno a fare le esercitazioni hanno modi, espressioni ben diverse dai soldati che temono di venire colpiti in una vera azione di guerra. Quindi, un inganno atroce e una truffa perchè quelle scene di repertorio davano un’immagine della guerra totalmente ingannevole». Questo tipo di inganno lo abbiamo subìto tutti assistendo ai reportage di guerra trasmessi dai telegiornali con lo sfondo di immagini non sempre corrette, che potevano distorcere la percezionedei
fatti. «Se avete seguito la guerra del Golfo, la guerra nell’ex-Iugoslavia, la guerra in israele o in Cecenia - spiega Malerba - avrete notato che la stessa bomba cade sullo stesso palazzo dieci, venti volte a distanza di molti giorni e la televisione dice “ieri”, uno ieri dilatato e falso, immagini sbagliate. Il luogo della verità della televisione è, dunque, un luogo ingannevole. Per questo dico che quelli che guardano il mondo attraverso la televisione sbagliano». Ma, secondo lo scrittore, in tv c’è un luogo della verità: «È quando trasmettono un film di Fellini o di Bunuel - sostiene - perchè quella è la verità di Fellini, è la verità di Bunuel, alla quale io posso aderire, posso credere, posso anche non credere, però è la verità che ci propone quell’autore. quindi in televisione il luogo della verità è il luogo della menzogna, mentre il luogo della finzione è un luogo in qualche modo della verità». Il consiglio, quello di non credere alle verità preconfezionate, viene da chi ha una conoscenza diretta del mondo della televisione. Allora è proprio il caso di credergli.
Moderni e Antichi, anni II-III (2004-2005)
Quaderni del Centro di Studi sul Classicismo