La scrittrice dei grandi geni toscani: «I ragazzi con la storia si divertono»
La Nazione, 09-09-2018, Elena Duranti
Sara Passi, insegnante e studiosa di Medioevo: ‘Amo i grandi sognatori’

«Il personaggio storico che preferisco? Boccaccio parlando di letteratura. E naturalmente Leonardo da Vinci. Molti non lo sanno, ma il sistema delle gore che servivano alle manifatture tessili di Prato fu un progetto di Leonardo. Vediamo le tracce dei geni toscani sul nostro territorio».
Sara Passi è una professoressa di italiano, latino e storia al liceo Copernico, ma è anche studiosa del Medioevo e scrittrice di successo. È appena uscito per le edizioni Sarnus - Polistampa il suo sesto libro ‘Geni Toscani’. Come è nata l’idea?
«È stato l’editore a dare il via all’opera. Aveva pensato a me perché la maggior parte dei geni toscani ha vissuto nell’epoca che studio, il Medioevo. All’inizio ho obiettato che su tali personaggi era già stato scritto molto, ma mi ha convinto dicendo che ‘non dobbiamo mai stancarci di parlarne’».
Qual è l’obiettivo del libro?
«Il libro è dedicato a Dante, Petrarca, Boccaccio, Giotto, Brunelleschi, Donatello, Masaccio, Luca Della Robbia, Botticelli, Leonardo. Racconto questi dieci personaggi ai bambini e ai ragazzi con linguaggio semplice e allo stesso tempo avvincente e spiritoso, per spiegare le vite di chi, tra 1300 e 1500, col proprio ingegno ha influenzato in modo indelebile la storia, ispirando
le generazioni future».
Chi è un genio?
«È qualcuno che se ne infischia di ciò che è stato detto o fatto fino a quel momento. Ed è soprattutto un grande sognatore, che si permette di immaginare cose mai pensate prima e le realizza aiutato da un po’ di sregolatezza. E quindi nei profili di questi grandi uomini scopriamo aspetti divertenti».
Quali per esempio?
«Brunelleschi faceva scherzi memorabili, Leonardo odiava le mode: ad esempio la barba lunga era insolita ai suoi tempi. E a Boccaccio, come rivela il Decameron, piacevano le donne».
Notizie e aneddoti che di solito i libri di storia non raccontano.
«È così, mi è sembrato giusto aggiungere anche qualche sviluppo moderno, come l’indagine scientifica del 2003 che scoprì l’assenza del cranio nel sepolcro di Petrarca ad Arquà, parte dei suoi resti erano stati dunque trafugati. C’è un mistero dietro che interesserà i lettori, specialmente i più giovani».
Cosa ne pensa della riscoperta di Prato anche in chiave turistica?
«È fondamentale la conoscenza del territorio e della sua storia per capire chi siamo e da dove siamo partiti. È un bisogno che appartiene a tutti. Vedo una nuova fioritura della città, vedo attenzione non solo dai turisti alle sue bellezze, ma anche dagli stessi pratesi. Quando incontro gli studenti e racconto il furto
della Cintola, i ragazzini sono colpiti e ricettivi, si appassionano se la storia si insegna nel modo giusto. Abbiamo la fortuna di calpestare un passato glorioso, Prato non è disgiunta dalla genialità toscana, noi la respiriamo ogni giorno, basta andare in piazza delle Carceri e vedere come Giuliano da Sangallo ha messo in pratica la lezione di prospettiva del maestro Brunelleschi nel nostro centro storico».
Vero,ma tra questi 10 geni nessuno è pratese?
«Erano molti di più e ne abbiamo scelti dieci, magari il libro avrà un seguito e nella seconda parte troveranno certamente posto personaggi altrettanto geniali come Datini o Lippi».
Cosa dicono i suoi studenti?
«Non mi faccio pubblicità. Altrimenti ogni volta che esce un mio libro, tutti si sentirebbero tenuti a comprarlo. Il feedback mi arriva dai laboratori in altre scuole, i giovani si appassionano per i romanzi storici, per i templari per gli enigmi; amano il fantasy, anche la Divina Comedia è un fantasy, il primo della storia. Dante incontra mostri, diavoli, creature da serial di fantascienza».
Nei prossimi mesi cosa farà?
«Il libro sarà presentato in tutta la Toscana, per esempio a Firenze alla Fiera alla Fortezza, il 29 settembre e sto scrivendo altre due puntate della serie sull’abile sarto pratese Tinto Pezza, amato da maestre e ragazzini»
Geni Toscani
Dante, Petrarca, Boccaccio, Giotto, Brunelleschi, Donatello, Masaccio, Luca Della Robbia, Botticelli, Leonardo raccontati ai ragazzi