Biografia. La fede di Pirandello per il duce
L’Avvenire, 30-06-2018, Nazareno Giusti
Pirandello fu fascista? A questa domanda, a lungo declinata, ha cercato di dare risposta Ada Fichera in Luigi Pirandello. Una biografia politica (Edizioni Polistampa). La polizia politica nello schedare il drammaturgo siciliano lo definiva «fascista di quelli che portano il distintivo all’occhiello ma non nel cuore». In realtà, spiega Fichera nel suo studio, Pirandello
fu un fascista convinto. Basti pensare alla sua iscrizione nel settembre 1924, in piena crisi seguita al delitto Matteotti, con un lettera pubblica al quotidiano “L’impero” in cui dichiarava la sua «fede nutrita» per l’opera di ricostruzione e rinnovamento del fascismo. Pirandello aveva conosciuto Mussolini nell’ottobre 1923. Ammetterà: «ho grandissima stima di
lui». Il duce ricambierà sostenendo finanziariamente il progetto il Teatro dell’Arte, pur consapevole del «brutto carattere» di Pirandello che sarà tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali fascisti, membro dell’Accademia d’Italia e donerà, nella giornata dell’oro alla patria, quattro medaglie, tra cui quella del Nobel da poco ricevuto.
Luigi Pirandello
Una biografia politica