“Guerra, la televisione non racconta la verità”
Il Corriere di Firenze, 28-08-2006, Riccardo Cardellicchio
“La scrittura è implacabile”. Così Luigi Malerba, scrittore, giornalista e sceneggiatore, in un’intervista pubblicata dalla rivista «Modernie Antichi» del Centro di Studi sul classicismo di Arezzo, diretta da Roberto Cardini ed edita da Polistampa.
È implacabile perchè “può essere strumento di verifica e di verità per uno scrittore, ma può essere anche strumento di menzogna, che non bisogna confondere con la finzione letteratura”.
“La finzione – dice Malerba – è la verita dello scrittore, la sua carta di credito. A proposito di verità e di menzogna succede in televisione un fatto curioso di cui mi sono reso conto un pò di anni fa. Durante la guerra delle Falkland guardavo le sequenze dello sbarco dei telegiornali. Ma mi ero accorto che c’era qualcosa che non mi quadrava del tutto. In quei giorni sono andato in Germania e ho visto quelle stesse immagini con un sottotitolo: immagini di repertorio.
Dunque, in Italia venivano trasmesse le notizie della guerra con immagini di esercitazioni. Un inganno gravissimo perchè i soldati che vanno a fare un’esercitazione hanno modi, espressioni ben diverse dai soldati che temono di venire colpiti in una vera azione di guerra. Quindi, un inganno atroce e una truffa perchè quelle scene di repertorio davano un’immagine della guerra totalmente ingannevole”.
Questo tipo d’inganno, tutti l’hanno visto. E rileva: “Se avete seguito la guerra del Golfo, la guerra nell’ex Jugoslavia, la guerra in Israele o in Cecenia avrete notato che la stessa bomba cade sullo stesso palazzo dieci, venti volte a distanza di molti giorni e la televisione dice ieri, uno ieri dilatato e falso, immagini sbagliate”.
Quindi? “Il luogo della verità della televisione è dunque un luogo ingannevole”. Per questo Malerba afferma che “quelli che guardano il mondo attraverso la
televisione sbagliano”. Luigi sostiene, invece, “che nella televisione c’è un luogo della verità ed è quando trasmettono un film di Fellini o un film di Bunuel, perchè quella è la verità di Fellini, è la verità di Bunuel, alla quale io posso aderire, posso credere, posso anche non credere, però è la verità che ci propone quell’autore”. Per questo, secondo Malerba, “in televisione il luogo in qualche modo della verità”. Ciò per dire “quanto è importante non solo per uno scrittore, ma per tutti, avere un rapporto diretto con le cose. Non con le verità confezionate”.
La rivista (annuale di 664 pagine, euro 30), con diffusione nazionale, presenta anche un approfondimento del rapporto tra letteratura moderna e classicismo. Ospita una sezione dedicata a figure del passato come Leon Battista Alberti e Leonardo Bruni. E scritte di Vincenzo Consolo, Giuseppe Pontiggia e Antonio Tabucchi.
Moderni e Antichi, anni II-III (2004-2005)
Quaderni del Centro di Studi sul Classicismo