Torna «la Bibbia dei poveri»
Toscana Oggi, 08-09-2013, Lorella Pellis
La Bibbia dei Poveri, che apparve negli Oscar del 1985 dopo molte ristampe è uscita nella sua terza edizione per opera delle Edizioni Polistampa di Firenze in bella veste elegante. È il volume di Carlo Lapucci che ha avuto il merito di recuperare una parte del pensiero popolare che rischiava d’essere travolto dalla valanga del moderno e del post moderno ed ha offerto fino ad oggi un punto di riferimento in questa materia. Si tratta di storie popolari derivate dalla tradizione orale che si possono considerare quasi un alfabeto di antico pensiero: esempi, apologhi, brevi racconti, favolette, leggende che hanno formato per secoli, se non
per millenni, la base d’appoggio della mente dei semplici e meno semplici, per riflettere ed argomentare sulla vita e sul mondo, nonché sulle più rarefatte attrazioni della speculazione. Riunite e ricomposte in un insieme collegato e coerente offrono qui la visione del monco che ebbero, non tanto i sapienti e i filosofi, ma gli analfabeti, gli umili, i semplici dotati sovente di grande intelligenza: un pensiero parallelo costante stabile, concreto, legato al reale, che ha bilanciato quello alto, ufficiale, che spesso era svolazzante, incerto, perfino aberrante. Questo testo che ora trova la sua nuova edizione per la Polistampa, ha
già passato il fortunato incontro con il pubblico al quale, per concorde riconoscimento, ha offerto l’opportunità di contribuire a ristabilire, nella sua misura, un equilibrio con il pensiero passato, con il mondo perduto, travolto dalla rivoluzione industriale, che per la mente non è stata cosa per nulla pacifica, né indolore. Perché anche nella vita individuale la salute mentale non sta nel cancellare il passato sommergendolo col presente, ma nel mantenere con esso un collegamento vitale e fecondo in modo che ciò che oggi ci riveli il suo senso mostrandoci come è nato ieri.    
La Bibbia dei poveri
Storia popolare del mondo