Quando si giocava al tiro alla fune
Il Tirreno, 11-03-2006, ––
Rivivono in un libro i giochi e i passatempi appartenenti alla tradizione toscana del passato: dai giochi di gruppo agli arnesi fatti con materiali di recupero, da “toccaferro” alle varie filastrocche, e ancora i girotondi, i tiri alla fune, “sbarbacipolle”, i carri armati. Per i bambini di un tempo fare e giocare si mescolavano, si sovrapponevano, sostenuti, soprattutto in campagna, da un ambiente straordinariamente ricco di materiali e di occasioni. Giochi semplici con i quali però i bambini scoprivano il mondo e liberavano la fantasia. Il libro che li
descrive si intitola Si giocava a Schioccapalle. Giochi, giocattoli e passatempi della tradizione toscana, appena uscito in libreria, a cura di Tiziana Vivarelli.
Ma che cos’era questo schioccapalle? Era un’arma ad aria compressa, ingegnoso nella sua semplicità: in un cilindro di legno di ‘sambuco’ scorreva uno stantuffo di castagno, mentre come proiettili venivano utilizzate olive o coccole di alloro.
Sfogliando le pagine è evidente il divario tra i giochi elettronici di oggi e la semplicità di quelli dei nostri nonni ma anche dei nostri genitori.
Si
giocava a schioccapalle spiegherà ai bambini di oggi, anche attraverso le bellissime illustrazioni di Stefano Frosini, i giochi, i giocattoli e i passatempi dei loro nonni. Il libro sarà presentato oggi alle 17 alle scuderie Medicee di Poggio a Caiano, con l’assessore alla Cultura Angelo Formichella, l’esperta di tradizioni popolari Rosaria Parretti e la curatrice del libro. Dopo la presentazione verrà inaugurata la mostra Dire, fare, giocare. Gichi, giocattoli e passatempi della tradizione toscana che resterà aperta fino al 2 aprile.
Si giocava a schioccapalle
Giochi, giocattoli e passatempi della tradizione toscana