“Si giocava a schioccapalle”: come ci divertivamo prima dei videogames nel libro di Vittoriano Innocenti
AISE, 20-12-2005, ––
Servizi del Giorno

20/12/2005 ore 19.48
Cultura

FIRENZE\ aise\ - Far rivivere i giochi e i passatempi appartenenti alla tradizione toscana del passato. Dai giochi di gruppo agli arnesi fatti con materiali di recupero, da "toccaferro" alle varie filastrocche: e ancora i girotondi, i tiri alla fune, "sbarbacipolle", i carri armati. Per i bambini di un tempo fare e giocare si mescolavano, si sovrapponevano, sostenuti, soprattutto in campagna, da un ambiente straordinariamente ricco di materiali e di occasioni. Giochi semplici con i quali però i bambini scoprivano il mondo e liberavano la fantasia. È questo l’intento che si è proposto Vittoriano Innocenti nel suo libro "Si giocava a Schioccapalle. Giochi, giocattoli e passatempi della tradizione toscana", appena uscito nelle librerie italiane, a cura di Tiziana Vivarelli, per Polistampa (pp. 200, euro 12).
Ma che cos’era questo schioccapalle? Era un’"arma" ad aria
compressa, molto ingegnosa nella sua semplicità: in un cilindro di legno di "sambuco" scorreva uno stantuffo di castagno, mentre come proiettili venivano utilizzate olive o coccole di alloro.
Sfogliando le pagine del libro balza alla mente il divario tra i giochi elettronici di oggi e la semplicità di quelli dei nostri nonni o dei nostri genitori. Dalla memoria dell’autore emerge l’immagine suggestiva di un mondo cronologicamente prossimo al nostro, ma culturalmente molto lontano. "Le storie, le novelle, le filastrocche che i nostri anziani ci raccontavano con grande passione - scrive - ci hanno fatto vivere, seppur nella miseria, un’infanzia bellissima e piena di ricordi sani grazie all’insegnamento prezioso che abbiamo ricevuto: che qualsiasi oggetto ci capitasse tra le mani fosse utile per giocare".
"Con questo libro - scrive l’autore, nato a Cantagrillo nel 1942, autista di scuolabus a Serravalle Pistoiese - vogliamo riproporre
ai bambini quel patrimonio culturale che è stato salutare per la mia gioventù e per quella di tanti altri ragazzi, e speriamo che la scuola si faccia promotrice dei vecchi modi di giocare e li riproponga ai ragazzi di oggi. Le storie, le novelle, le filastrocche che i nostri anziani ci raccontavano con grande passione ci hanno fatto vivere, seppur nella miseria, un’infanzia bellissima e piena di ricordi sani; grazie all’insegnamento prezioso che abbiamo ricevuto: che qualsiasi oggetto ci capitasse tra le mani fosse utile per giocare. Da una canna a un filo di spago, da una camera d’aria vecchia a un rocchetto di legno, oggetti poveri ma ricchi di fantasia, giochi all’aria aperta dove vere erano le amicizie e le risate piene d’allegria".
"Si giocava a schioccapalle" spiegherà ai bambini di oggi, anche attraverso le bellissime illustrazioni di Stefano Frosini, i giochi, i giocattoli e i passatempi dei loro nonni. (aise)
Si giocava a schioccapalle
Giochi, giocattoli e passatempi della tradizione toscana