La storia e l’etica, dibattito a Roma con Cardini, Casini e mons. Fisichella
Il Cittadino, 04-02-2010, ––
Lunedì 15 febbraio a Roma, nell’aula Paolo VI della Pontificia Università Lateranense, a partire dalle 12, Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, discuterà con il medievista Franco Cardini della cultura storica come ispiratrice dell’etica politica. Può la conoscenza della storia influire sui valori che guidano l’azione del politico e dello statista? O è quest’ultima inevitabilmente ispirata a principi innati e universali?
Il magnifico rettore dell’ateneo monsignor Rino Fisichella animerà il dibattito, toccando temi come fede e relativismo e traendo spunto da L’imperfetto assoluto, il romanzo storico del presidente del Consiglio
regionale della Toscana Riccardo Nencini recentemente pubblicato dall’editore Mauro Pagliai.Nel libro convivono la passione del romanzo e dell’avventura con la precisione del dato e della ricostruzione storica, così come nel protagonista e nei personaggi del racconto convivono bene e male, gloria e passioni viscerali. Prendendo spunto da un manoscritto fortunosamente tornato alla luce dopo l’alluvione del 1966, Nencini ricostruisce gesta e malefatte di Musciatto Franzesi, personaggio celebrato anche da Giovanni Boccaccio in una novella del Decameron, che diverrà mercante e banchiere fra i più grandi di Firenze. E proprio la supremazia della Firenze (e del fiorino) del
Trecento porteranno Musciatto ad agire in uno scenario che non sarà più soltanto quello della sua città o della sua regione, ma giungerà ad abbracciare l’Europa intera, fino a Parigi, dove diverrà, tra il 1301 ed il 1306, cavaliere del re di Francia Filippo IV il Bello e consigliere di suo fratello Carlo. Il Franzesi incrocerà il suo destino con tutti i maggiori protagonisti di quegli anni: incontrerà Dante, costretto all’esilio, Papa Bonifacio VIII, acerrimo nemico dell’Alighieri e poi Giotto e Arnolfo. Sullo sfondo la tragica fine dell’ordine dei Templari, l’arrivo a Firenze di Carlo di Valois e il rientro di Corso Donati.
L’imperfetto assoluto