Anastatiche e facsimili per viaggiare nel tempo
La Biblioteca di Via Senato Milano, 01-06-2009, Gianluca Montinaro
Di Giuseppe Giusti (1809-1850), curioso personaggio del nostro Risorgimento, sono comunemente note diverse opere satiriche. Amico di Gino Capponi, esponente del liberalismo toscano e direttore del Gabinetto Vieusseux, che avrebbe influenzato non poco il suo orientamento politico e gli sviluppi della sua poetica, Giusti dedicò tutta la vita alla stesura delle celebri Poesie. Compì alcuni viaggi, a Roma, a Napoli e soprattutto, nel 1845, a Milano, dove conobbe Manzoni e la sua cerchia di amici, con cui poi intratterrà frequenti rapporti epistolari. Nel 1847, entrato a far parte della Guardia Civica, mostrò di apprezzare le riforme operate dal Granduca di Toscana, precedentemente oggetto della sua satira. Nel 1848, durante i moti toscani, partecipò alla vita pubblica, e fu eletto deputato del parlamento di Firenze appoggiando i governi moderati di Ridolfi e Capponi. Condivise, in sostanza, le speranze e le attese di riforma moderata, caratteristiche degli anni immediatamente precedenti il 1848. Col ritorno del Granduca Leopoldo II sostenuto dagli Austriaci si ritirò in casa Capponi dove si dedicò (fino alla morte) alla stesura della sua più importante opera in prosa: la Cronaca dei fatti di Toscana (1845- 1849). Nel testo, fondamentale per capire la storia della Regione in quel convulso periodo storico, Giusti descrive in modo fedele
i protagonisti di eventi poco felici per la Toscana. Con prosa secca e precisa, il volume offre una testimonianza in presa diretta degli avvenimenti che videro queste terre al centro di una serie altalenante di vicende: dalla morte di don Neri Corsini (primo ministro del Granduca Leopoldo II) fino al tracollo di Francesco Domenico Guerrazzi. La prima edizione della Cronaca avvenne molti anni dopo la morte del Giusti, addirittura nel 1890, con il titolo Memorie inedite di Giuseppe Giusti (Milano, Treves). L’opera venne successivamente ristampata, in forma molto più corretta, da Le Monnier, nel 1948. È ora l’editore Polistampa di Firenze a riproporre in anastatica quest’ultima edizione, sotto la curatela di Pietro Pancrazi e con una buona introduzione a firma di Enrico Ghidetti.
Giuseppe Giusti, Cronaca dei fatti di Toscana (1845-1849), (ristampa anastatica dell’edizione Le Monnier, Firenze, 1948), Firenze, Polistampa, 2009, pp. 320, 16 euro. Guastella: il fenomenismo è l’unica filosofia “reale” Personaggio misterioso della storia del pensiero, Cosmo Guastella (1854 -1922) fu filosofo sui generis, figlio di una visione classica e aulica della cultura, legato a una tradizione di rigore ove non si dà spazio a vanità stilistiche né a introduzioni o prefazioni. Rifiutò di pubblicare articoli su riviste,
al contrario di quanto facevano Croce e Gentile, suoi contemporanei. Modestia e ambizione gli impedirono di rendere più accessibile un pensiero esposto su 4862 pagine di due opere pubblicate. Da qui la difficoltà di lettura, la scarsa diffusione del pensiero e quel destino di esclusione dai circuiti di circolazione culturale. Nato a Misilmeri, si laureò nel 1878 in Giurisprudenza a Palermo e fino al 1897 non si conosce alcunché. Nel 1897 viene pubblicato il primo Saggio sulla Teoria della Conoscenza – Sui limiti e l’oggetto della conoscenza a priori cui seguì nel 1905 la pubblicazione de Filosofia della Metafisica. Vinse la cattedra di filosofia teoretica (superando Giovanni Gentile) e si dedicò all’insegnamento. La sua opera più importante in tre tomi (gli ultimi due usciti postumi) Le ragioni del fenomenismo apparve a Palermo presso l’editore Priulla nel ’21-’23 e rappresenta una serrata critica al realismo. Il senso della critica conduce al riconoscimento di un solo punto di vista filosofico intorno alla realtà: il fenomenismo, ossia la concezione secondo cui la realtà si risolve in stati di coscienza. Il Comune di Misilmeri, omaggia il suo più illustre concittadino, con una preziosa ristampa anastatica di quest’opera ormai introvabile, curata da Caterina Genna.
Cronaca dei fatti di Toscana (1845-1849)
Ristampa anastatica dell’edizione Le Monnier, Firenze, 1948