Puccini e le sue muse. Un libro svela i segreti
La Nazione, 28-12-2008, Vincenzo Pardini
Dopo «Giacomo Puccini - luoghi e memorie» Oriano De Ranieri e Mauro Lubrani, affiancati stavolta da Giuseppe Tavanti, ancora per Edizioni Polistampa, tornano in libreria con «Puccini e le donne - la famiglia, gli amori, la musica» (euro 18, un cd di regalo con musiche al pianoforte di Puccini, Catalani, Verdi e Leoncavallo). Un’opera che guarda nella vita intima di Giacomo Puccini, svelandone tratti sconosciuti. Sul suo rapporto con le donne sono stati versati fiumi d’inchiostro, sovente con l’intento di sollevare clamore o scandalo, dandoci così l’immagine di un Puccini in versione di inguaribile latin lover. In queste pagine incontreremo invece un Puccini che guarda alle donne soprattutto come fonte di ispirazione. Il suo amore per loro ebbe inizio con quello che lo legò allamadre Albina Magi. Rimasto orfano di padre, Giacomo ebbe per lei grande venerazione. Dal
canto suo, Albina lo contraccambiò senza esitazioni: il suo istinto di madre le diceva che, in quel figlio, c’era qualcosa di desueto. E mai lo abbandonò a se stesso, nemmeno nei momenti economicamente difficili. È quanto De Ranieri, Lubrani e Tavanti sottolineano in questa loro ultima fatica, convinti come sono che, per capire il rapporto di Puccini con le donne, bisogna tenere presente quello che ebbe con la madre e le sorelle. Sono loro la sua educazione sentimentale; un’educazione così forte che non vacillerà neppure durante i periodi burrascosi del suo matrimonio con Elvira che, dal marito, si sentiva continuamente tradita. È vero, qualche tradimento ci fu, ma la mente e il cuore di Giacomo rimasero fedeli alla famiglia. Il fatto è che la forza artistica di Puccini traeva linfa dai suoi incontri e conoscenze con le donne, di qualsiasi ceto fossero. Donne che
ritroviamo al centro delle sue romanze. Ogni volta che andava a far visita alla sorella monaca del convento di Vicopelago, dentro di lui avveniva qualcosa di inspiegabile. Il monastero gli sollecitava emozioni insolite quanto intense. Cosa analoga, sebbene in ambito diverso, avveniva quando incontrava le donne dell’alta società. Dai loro sguardi, parole e movenze carpiva impressioni e note che lo avrebbero accompagnato durante il suo lavoro al pianoforte, nel silenzio della notte, quando instancabile ricercava la sinfonia migliore, avvolto dalla nube azzurrognola del fumo di sigaro o di sigaretta. Le sue donne, allora, convogliavano nel flusso della sua ineguagliabile arte per divenire eroine. Puccini visto dunque da un’angolazione nuova, scevro da speculazioni scandalistiche. Puccini come doveva essere nella realtà. Una prosa chiara e avvincente rende oltremodo piacevole la lettura del libro.
Puccini e le donne
La famiglia, gli amori, la musica