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La manifattura della paglia nel Novecento
Da Signa e dalla Toscana nel mondo

Polistampa, 2007

Pagine: 160

Caratteristiche: ill. b/n e col., br.

Formato: 17x24

ISBN: 978-88-596-0210-1

Collana:

Testi e Studi, 19

Settore:

A4 / Arti minori

TL5 / Moda

€ 10,20

€ 12 | Risparmio € 1,80 (15%)

Quantità:
Catalogo della mostra sull’arte dell’intreccio della paglia tenutasi dal 4 aprile al 24 giugno 2007 a Bagno a Ripoli presso l’Oratorio di Santa Caterina, emozionante sede ove compiere la scoperta del mutare dello stile e delle fogge di cappelli, borse e scarpe di trecce di paglia e di altre fibre naturali e artificiali nel corso del XX secolo. Occorre ricordare che l’industria della paglia, affermatasi intorno a Firenze e Prato a partire dai primi decenni del XVIII secolo, con i suoi manufatti ha inciso da subito in maniera determinante nelle vicende del costume dell’Occidente.
Si fa presto, a dire paglia: scorrendo queste pagine scopriamo che esiste la paglia tutto filo, sfesa, di punta, di pedale e poi la sala, la rafia, il panama, il truciolo ed ancora il racello, la racellema, il Rio: un mondo intero che anonime trecciaiole lavoravano fino a deformarsi le mani, fino ad ammalarsi di pleurite dovendo tenere umidi sotto il braccio i fasci di materiale.
La curatrice ha ritenuto opportuno concentrare la propria attenzione su quei manufatti che, per tipologie di fibre, di intrecci e di modelli, fossero esemplificativi di quei cambiamenti del gusto che si sono succeduti nel corso del XX secolo. Ogni oggetto è descritto morfologicamente e stilisticamente, attraverso la lettura di un determinato contesto e periodo storico. Relativamente alle trecce, di diverse strutture e differenti materiali, è stato necessario aggiungere un piccolo capitolo in cui se ne spiegasse almeno la tecnica base di esecuzione, essendo un settore di studio ancora del tutto nuovo. Nel glossario invece esse trovano più ampio spazio sotto le diverse terminologie e definizioni.

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