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Africa
Diari di guerra

Polistampa, 2004

A cura di:

Maurizio Naldini

Pagine: 120

Caratteristiche: ill. b/n, br.

Formato: 15x21

ISBN: 978-88-8304-697-1

Settore:

DSU1 / Storia

L6 / Diari, memorie

€ 11,90

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Quantità:
“Il crollo del fronte in Africa Orientale rappresenta una delle pagine più tristi e meno conosciute dell’ultimo conflitto mondiale. La disfatta coinvolse 17mila uomini che, armati con carri e fucili obsoleti, non resistettero all’offensiva lanciata dagli inglesi in Eritrea.
Nella zona di Cassala, il nostro esercito lasciò sul campo tremila morti. Interi reparti si arresero senza combattere, altri scrissero autentiche pagine di eroismo. La più fulgida, quella degli uomini rifugiatisi sulla montagna dell’Amba Alagi, al comando del duca Amedeo D’Aosta, che dopo una lunga resistenza si arresero agli inglesi il 19 maggio del 1941 ricevendo l’onore delle armi.

Tutto questo accadeva nei primi mesi del 1941. Troppo tardi perché il nostro contingente in Africa Orientale traesse beneficio dall’invio sul fronte libico della 15° corazzata tedesca agli ordini di Erwin Rommel che si schierò, inizialmente con successo, al nostro fianco.
L’offensiva inglese cominciò il 21 gennaio con la presa di Cassala e continuò, inarrestabile, fino all’aprile. Salvo poi annientare le ultime isolate sacche di resistenza nel mese seguente. Durante la ritirata andarono in gran parte perduti i rapporti degli ufficiali, così che del sacrificio di tanti connazionali ancora oggi si sa troppo poco.

È per questo motivo che i diari, che il generale di cavalleria Giuseppe Torrigiani ha deciso di dare alle stampe, sono di estrema importanza. Aiutano a ricostruire una fase del conflitto sul quale la storia non si è ancora espressa, definitivamente, perché le fonti sono troppo scarse e incerta la loro attendibilità. Aiutano, a comprendere lo spirito col quale i giovani ufficiali – all’epoca Torrigiani aveva 24 anni – affrontarono lo scontro col nemico. Aiutano a rendere onore ai nostri caduti e a cogliere l’importanza del loro sacrificio. Infine, ricostruiscono la cultura di quei giorni, dove l’Italia consumò le sue illusioni, le sue speranze di un’avventura coloniale pagata oltre misura da un’intera generazione” (Dalla Presentazione di Francesco Bosi).

In appendice un’ampia documentazione fotografica e cartografica.