Leonardo Libri | Firenze | Scheda Libro

C’era una volta
La ceramica medievale nel convento del Carmine

Polistampa, 2002

A cura di:

Riccardo Francovich

Marco Valenti

Pagine: 144

Caratteristiche: ill. b/n e col., br.

Formato: 17x24

ISBN: 88-8304-470-3

Settore:

A4 / Arti minori

DSU2 / Archeologia

€ 15,30

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Catalogo della mostra tenutasi a Siena nel 2002 (Santa Maria della Scala, 25 giugno-15 settembre 2002).

“Le consolidate e positive esperienze di collaborazione con il Dipartimento di Storia e con quello di Archeologia e Storia delle Arti dell’Università di Siena, si stanno caratterizzando come una vera fucina di sperimentazione, innovazione, ricerca e studio, integrati con il progetto e con i lavori di recupero del grande edificio del Santa Maria della Scala.
L’occasione di questa mostra costituisce invece una prima significativa verifica e una chiara esplicitazione della metodologia applicata, proprio per i criteri con cui viene testimoniato il lavoro svolto dai ricercatori dell’Area di Archeologia Medievale in occasione dello scavo del complesso del Carmine, ma anche una dimostrazione di come tale metodologia potrà costituire adeguatamente l’importante lavoro che si sta svolgendo nel millenario ospedale senese, anche in termini di rilettura urbana di un’area di importanza fondamenatale per la storia della città.
Lo scavo, il recupero e lo studio dell’area del Carmine lasciano tra l’altro supporre un potenziale archeologico la cui comprensione risulterà di grande utilità per lo studio dell’intero costruito urbano. Fin dal Medioevo l’intera zona si identificava infatti come un’area densa di chiese, oratori, conventi e manifatture di ceramisti. Non a caso la parte compresa tra il retro della chiesa del Carmine e l’attuale via della Cerchia nel XV secolo era denominata via degli Orciolai, a ulteriore testimonianza della presenza di questo tipo di attività nell’intera area.
Il fortunato scavo ha consentito il recupero di oltre quattrocento reperti in maiolica di grande interesse e suggestione, riferibili alla prima metà del XIV secolo, oltre ad una perfetta ricostruzione ambientale di tutta la zona del rinvenimento, alla documentazione dell’organizzazione delle varie attività in essa presenti e di numerosi edifici intorno alla chiesa e al convento”.
Anna Carli, Rettore dell’Istituzione Santa Maria della Scala.