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Françoise Choay scriveva nel 1997: “demolire e conservare sono insieme parti intriganti del processo di edificazione...

Françoise Choay scriveva nel 1997: “demolire e conservare sono insieme parti intriganti del processo di edificazione nella sua funzione fondatrice”. Dalla fine degli anni ’60 la progressiva deindustrializzazione di molte città europee ha imposto drammaticamente di rifondare luoghi prima destinati a funzioni produttive. Massimo Preite, in questo libro frutto delle sue ricerche sul patrimonio industriale, descrive questo percorso di rifondazione. Se inizialmente i siti industriali abbandonati sono stati visti come stigmate dei territori e delle città, una nuova sensibilità ha rivelato il valore identitario dell’industrializzazione europea. Qualcosa che è stato “il frutto di un intenso e costante scambio transnazionale” in qualche modo equiparabile “alla crociata delle cattedrali dell’epoca gotica”. La valorizzazione di questo patrimonio è così assunta a fattore di rigenerazione, a diversi livelli e diverse scale. In questo libro Preite documenta e discute ruolo, efficacia e specificità dei più importanti interventi in cinquant’anni di politiche europee, dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (1975 FESR), ai molti programmi di rigenerazione urbana. Attraverso la periodizzazione che Preite propone, è possibile leggere non solo l’emergenza di alcuni obiettivi, fino alla ‘nuova transizione verde e digitale’, ma anche la evoluzione, non priva di contraddizioni, di un approccio di ‘riuso adattivo’, tra nuove funzionalità e valori patrimoniali. Nel documentare i principali interventi (dagli Albert Dock a Liverpool ai Docks de la Joliette a Marsiglia, dalle fabbriche tessili di Roubaix e quelle polacche di Lódz, dai siti minerari in Germania ai progetti di Tallin) Preite pone molte questioni tra le quali anche quella del manifestarsi di forme di "estremismo adattivo", che cancellano la memoria e stravolgono il ruolo di rifondazione.
Data recensione: 23/06/2026
Testata Giornalistica: Area
Autore: Maria Chiara Torricelli