Pittore e incisore, critico d’arte e intellettuale fuori dal coro, Sigfrido Bartolini (1932-2007) torna a far parlare...
Esce nuova raccolta di scritti del pittore, incisore e
critico
Roma, 24 feb. - (Adnkronos) - Pittore e incisore, critico
d’arte e intellettuale fuori dal coro, Sigfrido Bartolini (1932-2007) torna a
far parlare di sé con la pubblicazione dei suoi scritti usciti su quotidiani e
riviste nell’ultima decade del Novecento e nei primi anni Duemila. Il volume,
intitolato "Per un canone del nuovo secolo" (Polistampa, pp. 208,
euro 16), si pone in continuità con "La grande impostura", che nel
2002 scuoteva il mondo dell’arte contemporanea mettendo in discussione “mostri
sacri” come Renato Guttuso e René Magritte.
Per Vittorio Sgarbi, Bartolini era “il bambino che vede il re nudo e ha il
coraggio di scrivere quello che nessun altro scriverebbe”. Oltre che artista a
tutto tondo, infaticabile sperimentatore di tecniche – dai “monotipi” ai legni
incisi, dalle xilografie alle vetrate artistiche, passando per i dipinti e i
bozzetti per il teatro – il maestro pistoiese è stato scrittore e polemista di
grande ascolto, collaborando assiduamente con quotidiani come «L’Indipendente»,
«Il Giornale» e «Libero». Rispetto alla Grande Impostura, la nuova raccolta
tratteggia una storia dell’arte che dall’antichità arriva fino alle avanguardie
novecentesche, definendo quel “canone” che Sigfrido intendeva opporre a un
mainstream basato sul sostanziale rifiuto della qualità “artigiana” e della
tecnica come “saper fare”. Da Giotto si arriva fino a Italo Cremona passando
per Goya, gli Impressionisti, i pittori slavi, Luigi Bartolini, Pietro Parigi,
Lorenzo Viani. E ancora Sironi, De Chirico, Picasso, Maccari, de Pisis,
Giovanni e Romeo Costetti, e i meno noti Giulio Innocenti e Mario Nannini.
Attraverso questi nomi si afferma la vitalità di un’arte che sa fare i conti
con l’irruzione del perturbante, ed è in grado di riconnettersi alla tradizione
declinandola modernamente per interpretare il nostro tempo.
Il tutto con l’acume e la vivacità intellettuale che caratterizzano la
scrittura di Bartolini, critico capace di sorprendente chiarezza anche se
impegnato in riflessioni profonde e articolate. “Sono articoli di una
complessità tale”, scrive Angelo Crespi nella prefazione, “che colpisce siano
stati scritti solo pochi anni fa per i giornali, complessità che fa comprendere
alla perfezione la catabasi che ha degradato la critica d’arte, relegata dalle
pagine culturali in spazi residui e completamente assente nelle versioni
online”. (Pam/Adnkronos)
Data recensione: 24/02/2026
Testata Giornalistica: Adnkronos
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