Come si attraversa una città senza prendere tram, taxi o monopattini? Semplice, varcando le soglie delle sue librerie...
Il 4 settembre la presentazione del volume ‘Leggere Firenze:
il viaggio nelle librerie’
Come si attraversa una città senza prendere tram, taxi o monopattini? Semplice,
varcando le soglie delle sue librerie. È l’itinerario sentimentale che Marco
Vichi, uno degli scrittori italiani più letti e amati, propone nel suo nuovo
libro edito da Mauro Pagliai Leggere Firenze. Viaggio nelle librerie.
Il volume, che sarà presentato giovedì 4 settembre alle ore 18 al Teatro
Niccolini (Via Ricasoli, 3), raccoglie più di cinquanta “tappe” tra centro
storico, quartieri e dintorni: storie di librai, testimonianze di coraggio,
scaffali pieni di sogni e di passione. Le pagine nascono da una lunga rubrica
apparsa su «La Nazione» tra il 2023 e il 2025, ora rielaborata in un racconto
unico, energico come un caffè macchiato sorseggiato tra i volumi antichi della
Libreria Cappellini, in Corso dei Tintori, per fare un esempio.
“Questa dovrebbe essere una sorta di piacevole Odissea per visitare da vicino
le librerie di Firenze e dintorni”, spiega l’autore. “Nonostante si dica e si
scriva che in Italia non si legge o si legge poco, le librerie sono molte e
continuano addirittura ad aprire, anche sotto la spinta della passione per la
lettura, che coinvolge i librai molto più di quello che si possa immaginare.
Ogni libreria ha la sua personalità, la sua vocazione, la sua atmosfera, create
da chi l’ha fondata e da chi la gestisce. Ci sono librerie piccole, medie e
grandi, più centrali e di quartiere, ma ogni volta che mi trovo davanti una
vetrina con dei libri mi sembra di avvistare terra”. Chi conosce Vichi sa che
non promette mai viaggi banali, e qui il biglietto di sola andata è consegnato
al lettore già all’ingresso: “Attenzione! Leggere può creare indipendenza!”
Due soste, per esempio. La Libreria Alfani è nata in un fondo post-alluvione
del ’66; fu aperta da un ventiduenne studente di Giurisprudenza che ancora
oggi, ottantenne, “viene in negozio a sistemare” gli scaffali. La figlia Serena
la definisce “la più bella di Firenze”, dove si respira un legame fra
generazioni che rende il libro un “cibo prezioso”. Alzaia. Il suo nome riprende
la fune che, controcorrente, traina le barche sui fiumi: un simbolo perfetto
per una libreria riaperta da due soci “coraggiosi” dove prima c’era la storica
Parterre. Un polo culturale di quartiere che si prepara a grandi sorprese per
il 2025. Oltre 50 tappe, si diceva, tutte una diversa dall’altra. Una più
intensa, coraggiosa, a tratti commovente dell’altra. Storie che trasformano la
“non guida” di Vichi in un coro di voci su e di Firenze, dove la passione per i
libri ferma il tempo e continua a trainare il capoluogo toscano contro la
corrente dell’epoca digitale; come già aveva fatto d’altronde con il suo
Pellegrinaggio in città, prima “non guida” che Vichi ha firmato per la medesima
collana di Pagliai, in cui lo scrittore racconta un viaggio nell’anima di
Firenze, attraverso la moltitudine di chiese, basiliche e monasteri che ne
innervano il tessuto di fede e di tradizione. “Le non guide”: una collana unica
al mondo. Diretta da Paolo Ciampi, questa collana è unica nel suo genere. Per
rendersene conto basta prenderla tra le mani e scoprire che ha la forma di un
pentagono.
“Viaggi da affrontare con la mente prima che col treno”, è il suo messaggio,
con l’invito a recuperare il piacere intellettuale ed estetico del viaggiare
bene senza liste di “must-see” o “iconcine da social”. Insomma, meno GPS e più
immaginazione, per una serie che già ha ospitato firme come Pietro Spirito e
Tito Barbini e che, con Vichi, incrementa la mappa affettiva e lo sguardo
critico sulla salute culturale delle nostre città.
Data recensione: 01/09/2025
Testata Giornalistica: La Nazione.it
Autore: ––