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Come si attraversa una città senza taxi, tram o monopattini? Semplicemente: si aprono le porte delle sue librerie. È questa la proposta –poetica, urbana e contagiosa–che lo scrittore Marco Vichi affida ...

Come si attraversa una città senza taxi, tram o monopattini? Semplicemente: si aprono le porte delle sue librerie. È questa la proposta –poetica, urbana e contagiosa–che lo scrittore Marco Vichi affida alle pagine del suo nuovo libro Leggere Firenze–Viaggio nelle librerie, già disponibile sugli scaffali e nei principali store online. Un invito alla deriva letteraria nel cuore e nei margini del capoluogo toscano, attraverso più di cinquanta tappe tra centro, quartieri e dintorni. Il volume nasce da una lunga rubrica pubblicata su “La Nazione” tra il 2023 e il 2025, ora rielaborata in forma unitaria. Non è una guida, ma un pellegrinaggio laico e vibrante tra scaffali, tavoli e vetrine dove il tempo sembra fermarsi. Un diario in presa diretta, spesso ironico e a tratti commovente, che unisce osservazione e ascolto.
“Nonostante si dica e si scriva che in Italia si legge poco, le librerie sono molte, e continuano ad aprire. È la passione che le tiene in vita, molto più di quanto si possa immaginare”, scrive Vichi. E aggiunge: “Ogni volta che mi trovo davanti una vetrina con dei libri mi sembra di avvistare terra”.
Un’immagine perfetta per capire l’energia che attraversa queste pagine, dove l’atto del leggere–e del vendere libri–diventa resistenza civile.
A ogni sosta, il lettore scopre un microcosmo. Come alla Libreria Alfani, nata dopo l’alluvione del ’66 grazie a uno studente di Giurisprudenza che oggi, a più di ottant’anni, entra ancora “per sistemare scaffali”. Un luogo dove i libri diventano “cibo prezioso”, come dice sua figlia Serena, custode della memoria familiare e del quartiere. Oppure da Alzaia, libreria e centro culturale riaperto da due soci “coraggiosi” laddove sorgeva la storica Parterre, con un nome che evoca la fune che traina le barche controcorrente. Immagini e metafore non casuali: ogni libreria raccontata è un’ancora, una lanterna accesa nel mare del consumo digitale.
Il viaggio di Vichi, come nel precedente “Pellegrinaggio in città” (dedicato a chiese e monasteri fiorentini), è un modo per mappare un’umanità resistente e visionaria. Le storie si inseguono, senza retorica ma con grande tenerezza: c’è chi ha lasciato tutto per aprire una libreria per bambini, chi abbina tè e romanzi, chi vive circondato da testi rari e introvabili. Librerie piccole, medie, grandi. Indipendenti, tematiche, generaliste. Nessuna uguale all’altra, tutte unite da una passione che scavalca mode e statistiche.
Leggere Firenze fa parte della collana “Le non guide”, diretta da Paolo Ciampi, che da anni propone itinerari letterari fuori dalle rotte turistiche. I volumi, riconoscibili dalla forma pentagonale, invitano a viaggiare prima con la mente che con il treno. Niente liste di “must see” o imperdibili che dir si voglia, niente cliché da social: solo lo sguardo vivo di chi cammina con lentezza, ascolta e racconta. Dopo firme come Pietro Spirito e Tito Barbini, con Vichi la collana si arricchisce di un nuovo tassello: un libro che è insieme mappa affettiva e bilancio culturale.
Firenze, raccontata così, diventa una città che si legge: ogni libreria è una porta, ogni libraio una guida, ogni lettore un esploratore. Il biglietto è già tra le mani, ma c’è un avvertimento in copertina: “Attenzione! Leggere può creare indipendenza”. Ed è proprio vero.
Data recensione: 20/07/2025
Testata Giornalistica: Toscana Oggi
Autore: Lorella Pellis