Il tentato colpo di stato dell’agosto 1991 in URSS, evento che portò alla creazione di un Comitato Statale per lo Stato di Emergenza che fu attivo...
Il tentato colpo di stato dell’agosto 1991 in URSS, evento
che portò alla creazione di un Comitato
Statale per lo Stato di Emergenza che fu attivo dal 18 al 21 agosto 1991,
rimane ad oggi una pagina storica con molti lati oscuri o almeno che necessiterebbero
di una più approfondita lettura. Certo è che proprio al fallimento di questa
iniziativa politica sono legati come in un effetto domino tutta una serie di eventi
storici che in pochissimo tempo mutarono il quadro geopolitico generale mondiale
con l’affermazione di El’cin e la disgregazione dell’Unione Sovietica specie per
effetto degli accordi di Belovežskaja Puš?a in Bielorussia che sancirono la
creazione di tre stati indipendenti, la Federazione Russa, l’Ucraina e la
Bielorussia, e di fatto la nascita della Comunità degli Stati Indipendenti.
Tutti questi eventi furono, se così possiamo dire, subiti dal presidente
dell’URSS, Michail Gorbacëv, al quale si deve comunque la prima spinta
propulsiva di questo processo con la sua nomina a Segretario Generale del PCUS
e l’avvio di quella stagione di riforme nota come Perestrojka.
Proprio a Gorbacëv e a tutta la stagione politica di quegli anni dedica il suo libro
Francesco Bigazzi, corrispondente di testate giornalistiche italiane e
direttore dell’Ansa a Mosca, il quale visse da vicino questo doloroso e
complesso processo storico e poté incontrare molti dei protagonisti di quei
fatti. Ed infatti il libro Gorbaciov. La
beffa e il tradimento è allo stesso tempo un saggio di carattere storico e una
personale testimonianza memorialistica, costruito in primo luogo su una silloge
di interviste che il Bigazzi fece a molti personaggi del mondo politico
sovietico di quegli anni, ivi compresi alcuni degli organizzatori del colpo di
stato dell’agosto 1991.
Il libro di Bigazzi si sviluppa in effetti in diverse prospettive: esso è una
raccolta di testimonianze legate a interviste, contiene una serie di
considerazioni storicopolitiche dell’autore su quella stagione storica, ma allo
stesso tempo affronta una serie di questioni che attengono alla situazione
geopolitica di oggi, ivi compresi gli eventi bellici di questi giorni e il
veloce mutare degli equilibri politici tra Occidente, Federazione Russa e il
resto del mondo. Non è un caso che nel primo capitolo Bigazzi ponga una
questione che era già rilevante quando Gorbacëv salì al potere e che lo rimane
tutt’oggi per la Russia putiniana che di fatto ha rinnegato quello che fu
l’orientamento di Gorbacëv. Mi riferisco a quella che Bigazzi definisce
«Drammatica scelta tra Occidente e Cina». La Perestrojka avviata da Gorbacëv fu un processo di chiaro
avvicinamento all’Occidente (si pensi, ad esempio, alla questione della
glasnost’, in italiano resa con il termine “trasparenza”), mentre oggi per la
Russia la tendenza, anche per il tramite del BRIKS e dell’Organizzazione per la
Cooperazione di Shangai, è quella di opporsi al modello occidentale proprio
grazie a un legame strategico con la Cina. A questo Bigazzi sembra riferirsi,
anche se poi il suo libro non ha la natura di instant book sull’attualità, bensì il carattere di testimonianza storico-documentaria.
E infatti il valore più genuino di questa iniziativa editoriale è legato alla
lunga serie di interviste che Bigazzi offre al lettore. Si parte da una
approfondita analisi dei fattori sociopolitici e economici che portarono alla Perestrojka con interviste al decano
della politica estera sovietica Andrej Gromyko, alla polito loga Tatiana
Zaslavskaja e a quel Vladimir Krju?kov, direttore del KGB che poi ebbe un ruolo
di primo piano nel tentato golpe dell’agosto 1991. Tutto il processo di avvicinamento
all’Occidente e al rivoluzionamento delle relazioni internazionali operato da
Gorbacëv trova un’interessante ricostruzione nell’intervista a Evgenij Primakov,
personaggio centrale di quel processo (fu Primo Ministro e Ministro degli Esteri)
e poi importante ispiratore della politica russa post-sovietica. Bigazzi
ripercorre inoltre alcune delle fasi centrali dell’azione politica di Gorbacëv,
dal vertice di Reykjavik allo scioglimento del Patto di Varsavia fino alla
questione del Muro di Berlino, per poi concentrarsi proprio sui fatti
dell’agosto 1991 che malgrado il fallimento del golpe di fatto segnarono il
tramonto dell’attività politica di Gorbacëv. Di grande rilievo, anche umano, a
me pare, l’intervista con Valentin Pavlov, già Primo Ministro dell’URSS di
Gorbacëv arrestato in seguito per la sua partecipazione al golpe. L’intervista
si tenne nel carcere moscovita di Matrosskaja Tišina e ha il carattere di una
vera e propria rarità storiografica. Con interviste ad altri politici dell’epoca
(tra gli altri anche a Gennadij Zjuganov tutt’oggi guida del partito comunista russo)
Bigazzi ripercorre tutte le varie fasi di disgregazione dell’URSS e
dell’insorgere dei conflitti nello spazio post-sovietico. Del tutto a sé stante
risulta il capitolo dedicato alla rinascita della Chiesa russa con interviste a
due patriarchi (Alessio II e Kirill I) oltre che al cardinale Agostino
Casaroli, capitolo che apre uno sguardo su un tema anch’esso all’ordine del
giorno, il ruolo della Chiesa nella Russia di oggi con tutte le contraddizioni,
aspirazioni e tensioni che la questione porta con sé. Come si può vedere il
libro-documento di Francesco Bigazzi offre un quadro esauriente di un’intera
epoca storico-politica, e non dà solo risposte a quesiti del passato ma pone
questioni sul presente che il mondo tutto e non solo la Russia vive in questi giorni.
Data recensione: 01/10/2025
Testata Giornalistica: Nuova Antologia
Autore: Stefano Garzonio