I tratti riconoscibili negli spazi raccontati, dipinti, disegnati. Una moltitudine di emozioni si agitano guardando le opere si Sigmund Lipinsky, pittore nato nel 1873 a Graudenz sulle rive della Vistola nell’allora Prussia occidentale. A lui e alle sue opere...
I tratti riconoscibili negli spazi raccontati, dipinti,
disegnati. Una moltitudine di emozioni si agitano guardando le opere si Sigmund
Lipinsky, pittore nato nel 1873 a Graudenz sulle rive della Vistola nell’allora
Prussia occidentale. A lui e alle sue
opere è dedicata la mostra “Sogni d’Arcadia. Sigmund Lipinsky e gli ultimi
tedeschi–romani” a cura di Emanuele Bardazzi.
La mostra è la tredicesima edizione del progetto Alto/ Basso che
coinvolge tre sedi espositive di Sesto Fiorentino: il Centro Antonio Berti, La
Soffitta Spazio delle Arti e il Rifugio Gualdo. L’inaugurazione della mostra è
prevista domani, domenica 13 aprile, alle ore 10al Centro Antonio Berti.
Interverranno: il sindaco Lorenzo Falchi, il curatore della mostra Emanuele
Bardazzi, il responsabile del gruppo La Soffitta Spazio delle Arti e presidente
del Circolo Arci Casa del popolo di Colonnata, Francesco Mariani e la storica
dell’arte Giulia Ballerini.
Alle 11 si terrà l’inaugurazione a La Soffitta di Colonnata e alle 12
l’inaugurazione al Rifugio Gualdo. Nei tre luoghi “alti e bassi” del territorio
sono presenti più di cento opere tra dipinti, disegni e incisioni. Si tratta
della mostra più esaustiva finora realizzata in Italia e all’estero che offra
una panoramica della sua produzione realizzata a Roma. Proprio nella città
italiana Lipinsky decise di rimanere per tutta la vita, dopo aver vinto il gran
premio di stato bandito dal governo prussiano che gli consentì una borsa di
studio triennale e di trascorrere quel periodo iniziale in uno degli Atelier di
Villa Strohl-Fern.
Lipinsky può essere considerato a buon diritto l’ultimo tedesco-romano, non dal
punto di vista qualitativo, ma cronologico. La prima generazione dei cosiddetti
Deutsche-Römer. L’esposizione sestese, come accade sempre in Alto/ Basso,
raggruppa nei tre luoghi diversi aree specifiche delle opere dell’artista. Al
Centro Berti sono esposti dipinti e disegni di Lipinsky inediti. Accanto a
opere pittoriche di tipo mitologico e paesaggistico che risalgono ai primi anni
di villa Strohl-Fern nelle quali si avverte l’influenza di Böcklin, Feuerbach e
Marées, si possono ammirare ritratti di grande bellezza e studi preparatori a
matita per le sue incisioni più famose e ammirate: Calma marina, Il giardino
solitario, Inter arma silent Musae e Sponda latina. Ci sono poi i pastelli
raffiguranti donne di Terracina nei loro tipici costumi che affiancano il
grande bozzetto della Vendemmia, un dipinto non portato a termine a causa dello
scoppio della guerra. Le incisioni realizzate da Lipinsky sono in mostra al La
Soffitta insieme ai raffinatissimi ex libris. Al rifugio Gualdo sono raccolti
tutti gli altri artisti: ancora Klinger con l’isola dei morti dal famoso
dipinto di Böcklin e il ciclo completo Vom Tode stampato per la prima volta
proprio a Roma presso la Regia Calcografia, Max Roeder, Hermann Hirzel, Albert
Welti, Rudolf Jettmar, Sascha Schneider, Marcus Behmer, Hans Thoma, Erich Wolfsfeld,
Paul Bürck, Adolf Hiremy-Hirschl.
La mostra resterà aperta fino al 7 giugno dal martedì al sabato dalle 16 alle
19 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.
Data recensione: 12/04/2025
Testata Giornalistica: Il Tirreno
Autore: Elena Andreini