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Il santuario della Verna (Arezzo) fu teatro di uno degli episodi chiave nella parabola umana e spirituale di Francesco d’Assisi...

Il santuario della Verna (Arezzo) fu teatro di uno degli episodi chiave nella parabola umana e spirituale di Francesco d’Assisi: qui, infatti, secondo la tradizione, il futuro santo, nel settembre del 1224, ricevette il dono delle stimmate, «ossia – come si legge in uno dei contributi riuniti nel volume che presentiamo – quel meraviglioso segreto che egli cercò a lungo di nascondere per saggiare la sua stessa forza interiore e rifuggire una venerazione foriera di vanagloria». La pubblicazione dell’opera si inserisce dunque nella scia delle celebrazioni dell’ottavo centenario  del prodigioso evento, che ha coinciso anche con i cento anni dalla fondazione dell’Università di Firenze, a cui afferiscono molti degli studiosi che hanno promosso il progetto di ricerca di cui il libro è uno degli esiti. Nelle cinque sezioni in cui Il convento della Verna è articolato – Storia, Architettura, Arte, Paesaggio, Disegni – vengono quindi ripercorsi otto secoli di una vicenda straordinaria, che ebbe inizio ancor prima, nel 1213, quando Francesco incontrò il conte Orlando da Chiusi a San Leo. Si narra che, colpito dalla forza della predicazione dell’Assisiate, il nobiluomo gli avrebbe detto: «Io ho in Toscana uno monte divotissimo il quale si chiama il monte della Vernia, lo quale è molto solitario e salvatico ed è troppo bene atto a chi volesse fare penitenza, in luogo rimosso dalla gente, o a chi desidera vita solitaria. S’egli ti piacesse, volentieri lo ti donerei a te e a’ tuoi compagni per salute dell’anima mia». Il rilievo definito divotissimo, solitario e salvatico era (ed è) il monte Penna, che fa parte dell’Appennino Tosco Emiliano ed è situato nel Casentino, tra le valli dei torrenti Corsalone e Rassina. Sebbene il luogo si fosse rivelato piuttosto selvaggio e inospitale,  alla donazione fece seguito un primo stanziamento, in forma di poche capanne, dal quale si sviluppò, soprattutto fra XIV e XVI secolo, il santuario nelle forme che oggi vediamo e che si caratterizzano per l’«aspetto assolutamente irregolare», determinato dall’assenza di «un vero e proprio disegno unitario» e dalla giustapposizione di molteplici edifici, campanili, chiostri e cortili. Com’è facile intuire, il convento della Verna è perciò un palinsesto variegato e complesso, che  gli autori del volume hanno avuto il merito di illustrare in maniera tanto sistematica quanto chiara, facendo sí che anche il lettore non specialista possa orientarsi agevolmente. Ed è altrettanto meritoria la collazione di una considerevole mole di notizie e di informazioni, corredate da un ricco apparato iconografico, integrato da un Atlante grafico che contribuisce in maniera decisiva al valore documentario dell’opera.
Data recensione: 01/03/2025
Testata Giornalistica: Medioevo
Autore: Stefano Mammini