Il monastero di S. Maria di Rosano sorge sulla riva sinistra dell’Arno, all’altezza di Pontassieve (ma in comune di Rignano sull’Arno) e da lontano...
Il monastero di S. Maria di Rosano sorge sulla riva sinistra
dell’Arno, all’altezza di Pontassieve (ma in comune di Rignano sull’Arno) e da
lontano è ben visibile il campanile traforato
da una successione di monofore, bifore e trifore (sec. XII). Fondato nel lontano
780, fu fin dagli inizi un monastero benedettino femminile con una fisionomia
ben definita. In effetti, la stessa
struttura architettonica riflette la sua storia plurisecolare: gli edifici
monastici che circondano il chiostro si chiudono sulla bella chiesa romanica
per esprimere e concretizzare la vita che tra essi si conduce da secoli: una
vita che convoglia ogni esistenza verso la chiesa, ossia verso Cristo, al cui
amore nulla assolutamente si deve preporre.
Forse, più di sempre, anche oggi c’è difficoltà a comprendere, anche da parte
di persone credenti, il senso della vita
monastica – soprattutto femminile – che pure è nota distintiva, quasi
esclusiva, della religione cristiana fin da epoche antichissime. Non spetta
certo a noi riproporre una (non
necessaria) difesa d’ufficio della vita claustrale, invitiamo piuttosto a prendere
in mano questo singolare volume che presenta 50 grandi immagini (tutte in b/n)
di Rosano e delle monache che vivono dentro queste mura per “cogliere frammenti
della loro vita, di preghiera, di lavoro, tra luce e penombra in una mistica atmosfera
che avvolge” (M. Montanari, autrice delle foto).
E in realtà, attraverso queste foto – tutte rigorosamente in b/n –, passa sotto
i nostri occhi la numerosa comunità di monache nei momenti più qualificanti
della loro giornata che richiamano
l’«ora et labora» della regola benedettina, senza tv e senza radio, e ovviamente
senza cellulari..., impegnate ancora in attività di alta specializzazione
(come, ad esempio, i restauri di codici
antichi e di vecchi ricami, il laboratorio di ceramica, gli amari di erbe) con
la modernità che si fa strada con la presenza di una quarantina di computer che
vengono utilizzati solo per motivi di lavoro.
Guardando le immagini, qui davvero la vita corre su un altro binario, come dice
la madre badessa nelle due pagine di presentazione, per far capire “che la
nostra vita vera vuole semplicemente
porsi più sul piano dell’«essere» che del «fare», dando una testimonianza
essenziale all’uomo contemporaneo, poco disposto a sentire parole su Dio.
Data recensione: 06/07/2025
Testata Giornalistica: Corrispondenza
Autore: Silvano Sassolini