Ci sono vari modi di accostarsi a luoghi che nella storia ormai hanno una importanza stabile e popolare...
L’iniziativa. La tutela e la promozione dello speciale luogo
storico e religioso nel libro di Bertocci e Guarducci
Ci sono vari modi di accostarsi a luoghi che nella storia ormai hanno una
importanza stabile e popolare e proprio per questo sono sepolti da una nuvola
di polvere che li rende quasi indifferenti ai passanti. È richiesta una buona
dose di supplemento d’animo, di passione per potere entrare in sintonia con il
loro valore universale. È quel che hanno fatto Stefano Bertocci e Anna
Guarducci (docenti di architettura rispettivamente nelle università di Firenze
e Siena) nel volume Il convento della Verna, storia architettura e arte
francescana, frutto di anni di ricerche, di studi con i loro collaboratori. «Il
patrimonio religioso, secondo quanto ribadito dal Consiglio d’Europa nel 2015,
costituisce il più grande “museo all’aperto” in Europa e uno dei suoi pilastri
culturali e identitari. Le componenti di tale patrimonio, scrivono i due
autori, materiali e immateriali hanno svolto un ruolo importantissimo nelle
nostre comunità attraverso i secoli, come il convento della Verna che conta
otto secoli continuativi di vita comunitaria». Questa premessa giustifica il
grande lavoro di Bertocci e Guarducci e la loro particolare attenzione
all’aspetto architettonico, strutturale oltre che religioso. Le 288 pagine del
volume e le centinaia di immagini riprodotte danno modo al lettore di toccare
con mano tanti particolari del convento e del suo interno, del monte e della
foresta. Quel che nel 1213 era un luogo selvaggio, atto solo a fare penitenza,
nel corso dei secoli è diventato il monte della preghiera, del pellegrinaggio,
dell’incontro con Dio e il messaggio di san Francesco. E l’aver proposto il
celebre affresco del 1592 in cui il Conte Orlando dona a san Francesco il monte
della Verna, ci fa tornare alle origini e alla arcaicità di un modo di donare
che oggi non esiste più. Quest’aura antica però non disdegna l’uso di mezzi
moderni: la digitalizzazione del santuario della Verna, il rilievo digitale
come strumento affidabile per la documentazione architettonica, la
digitalizzazione tridimensionale delle opere robbiane; ricostruzioni virtuali
come supporto a sostegno di attività di studio e documentazione. Il «far
parlare mura pietre e tegole – scrivono i frati della Verna – è come
intraprendere un percorso nella storia e nelle storie di tanti che hanno
abitato e custodito questo luogo lasciato in dono». D’altra parte – scrive la
rettrice dell’Università di Firenze, Alessandra Petrucci – vi è una Verna,
altrettanto suggestiva ma meno nota che affiora dalle pagine di questo volume:
la clausura con i tondi cinquecenteschi, l’antica farmacia, la biblioteca con
il suo patrimonio librario e il grande refettorio». Nel complesso e nella
varietà delle tematiche affrontate, il volume si dona al lettore nella sua
completezza che introduce sia alla basilica e sia alla grotta delle stimmate,
passando inevitabilmente per il piazzale del Quadrante che si apre a una
visione ambientale meravigliosa.
Data recensione: 11/04/2025
Testata Giornalistica: L’Avvenire - Gutenberg
Autore: Vincenzo Arnone