È fresco di stampa il libro di Andrea Benati Romagnoli ‘Terra d’umanesimo. Sul pellegrinaggio di Dino Campana...
L’opera ripercorre il viaggio del poeta marradese lungo
l’Appennino nel 1910. Lo scrittore Benati: “Restituisco a Dino e ai suoi luoghi
il rispetto che meritano”
È fresco di stampa il libro di Andrea Benati Romagnoli ‘Terra d’umanesimo. Sul
pellegrinaggio di Dino Campana alla Verna’ (Mauro Pagliai Editore). Una
pubblicazione originale e ben strutturata sul cammino compiuto dal poeta Dino
Campana nel settembre 1910 da Campigno (Marradi) alla Verna lungo il crinale
dell’Appennino tosco-romagnolo (Castagno d’Andrea o San Godenzo, Campigna,
Stia, Bibbiena), che si aggiunge ai lavori fondamentali tra gli altri di G.
Turchetta, G. Cacho Millet e S. Drei. Un cammino vissuto in presa diretta
dall’autore: “Otto anni fa ho sentito la spinta a ricostruire il cammino di Campana
da Marradi alla Verna, attraverso i monti in cui aleggiano le presenze di
Dante, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Francesco d’Assisi – dice Benati – che
lui stesso ha evocate, o del monachesimo medioevale e delle civiltà che vi si
sono stratificate, a partire da quella etrusca. Sin da subito mi sono reso
conto che quei monti, e insieme la voce e la persona stessa di Dino, che li
sentiva suoi, ancora non hanno la considerazione e il rispetto che,
congiuntamente o meno, meritano”.
Benati non solo ha ripercorso più volte i sentieri che l’immaginifico poeta
marradese, tra le voci più alte della poesia del primo ‘900, calcò in quel
settembre del 1910 cercando di ricostruire minuziosamente l’itinerario
consultando fonti documentarie, una vasta bibliografia, archivi, carte
topografiche, carteggi e parlando con decine di persone. Un libro che non è una
guida escursionistica o turistica, ma che fa riflettere sull’uomo e il poeta
rendendo giustizia a lui e ai monti che attraversò più volte ed ora protetti in
gran parte dal Parco nazionale, ma non immuni da speculazioni e aggressioni
indebite nelle aree fuori dall’area protetta.
“Come determinati intenti di profitto stanno dimostrando, i monti di Campana
hanno la necessità di trovare casse di risonanza rispettose della loro anima,
della fisionomia e delle comunità che li vivono o li hanno vissuti, e che li
hanno plasmati proprio nel rispetto di quella stessa anima e fisionomia. Così
non ho trovato eccessivo interpellare decine di persone, tornare su sentieri su
cui avevo già camminato da giovane o percorrerne di nuovi, ricostruendo i loro
probabili scenari di oltre un secolo fa, e leggere le testimonianze di chi li
vedeva o li viveva allora, oltre a quelle di chi, sempre allora, aveva
conosciuto Dino e la sua propensione alla fuga, lassù, dalle umiliazioni che
gli infliggevano i benpensanti della ‘buona società’, i quali ora, per lucri di
basso cortile – conclude – si accaniscono su quei monti, laddove non siano
adeguatamente tutelati, e sulle comunità che li sentono propri”.
Data recensione: 11/09/2024
Testata Giornalistica: Il Resto del Carlino
Autore: Oscar Bandini