Pagine scritte, lasciate da parte, poi ritrovate nel dolore e riempite con parole nuove, vissute, anch’esse sofferte...
Pagine scritte, lasciate da parte, poi ritrovate nel dolore
e riempite con parole nuove, vissute, anch’esse sofferte. È il percorso che ha
fatto il libro intitolato “In un giorno bellissimo”, nella mente e tra le mani
della sua autrice, Anna Pampaloni. In poco meno di cento pagine, Pampaloni racconta
il percorso travagliato dell’adozione che lei e il marito, Saverio Castrucci,
intrapresero negli anni novanta: dai viaggi verso l’orfanotrofio in Romania e
lungo le strade di Bucarest, alla burocrazia complessa e infinita, i colloqui
con gli assistenti sociali, fino all’arrivo a Firenze, alla nuova vita e i
dubbi e le insicurezze. «E se non gli piaccio? Se non gli piacciono le nostre
gattine? Se non gli piacerà la nostra casa, la sua stanza, il nostro giardino,
i nostri amici, i figli dei nostri amici?», si chiede l’autrice. Poi, la
crescita del bambino, i giorni dell’adolescenza, gli scogli intrinseci al raggiungimento
della felicità; i sorrisi e gli abbracci, l’amore incondizionato. Pubblicato lo
scorso autunno con la casa editrice Mauro Pagliai, il libro verrà presentato
martedì 5 marzo alle 18 al Conventino caffè letterario, in via Giano della Bella
numero venti, con Margherita Ghilardi e Valerio Vagnoli insieme all’autrice,
che racconta di aver ripreso a scrivere nella solitudine del lutto, nel
settembre 2022, quando la malattia prese con sé il suo compagno di vita, con
cui aveva condiviso anche il lavoro a Repubblica sin dai primi giorni della
redazione fiorentina in via Maggio. Nel libro, l’autrice fa spazio a diversi
punti di vista, quesiti umani, esistenziali che riguardano il figlio adottato e
i genitori adottivi. Ciò che resiste alle difficoltà e ai silenzi irrequieti, è
l’amore che nasce e solidifica, per volontà. L’amore e la cura di Anna e
Saverio per il piccolo Iosif, al tempo un bimbo biondo con gli occhi chiari, di
soli cinque anni. E poi quello stesso amore e quella stessa cura che ritornano,
questa volta nei confronti della mamma, sostenuta nella tristezza dal figlio
oggi trentenne, cresciuto «buono e generoso».
Data recensione: 03/03/2024
Testata Giornalistica: La Repubblica
Autore: Lavinia Elizabeth Landi