Dal regio Decreto che ha istituito la Biblioteca Nazionale al libro più piccolo. Dal bicchiere macchiato di fango, ricordo dell’alluvione del ‘66, ai fumetti e manifesti pubblicitari
Dal regio Decreto che ha istituito la Biblioteca Nazionale al libro più piccolo. Dal bicchiere macchiato di fango, ricordo dell’alluvione del ‘66, ai fumetti e manifesti pubblicitari. Sono alcuni degli oggetti esposti nella mostra 1861-2011: l’Italia Unita e la sua biblioteca, nella sala della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze fino al 28 febbraio. Un viaggio itinerante lungo 150 anni per capire il ruolo culturale che questa istituzione ha avuto per il nostro paese. «Gli oggetti entrati in questa collezione permanente – spiega la direttrice della Biblioteca, Maria Letiza Sebastiani – erano disseminati in diverse stanze e impossibili da vedere. Abbiamo deciso di riunirli e renderli pubblici per celebrare l’anniversario dei 150 anni di Unità d’Italia. È una storia che comincia dal Regio Decreto del 22 dicembre 1861, a firma di Francesco De Sanctis, che costituisce la Biblioteca Nazionale del neonato Regno d’Italia, attraverso l’unione della Biblioteca Magliabechiana con la Biblioteca Palatina». Dall’Unità alla guerra all’alluvione e via via lungo tutto il Novecento per arrivare ai giorni nostri, la mostra contiene nelle sue teche oggetti che raccontano la vita quotidiana e la storia d’Italia. Il libro più grande è un manoscritto del ‘500 con migliaia di pagine, quello più piccolo, una dedica che Galileo Galileim inviò a Cristina di Lorena. E ancora quadri, busti, persino la rappresentazione della scrivania di un bibliotecario di fine Ottocento e quella di oggi con le comuni tecnologie. «La Biblioteca – conclude Sebastiani – diventa in parte un museo permanente e apre un nuovo accesso per il pubblico, quello di un tempo, in via Magliabechi. Sarà una porta per arrivare soltanto alle mostre, alla collezione artistica e alla sala della Tribuna Galileiana». La mostra resta aperta dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Sabato dalle 10 alle 13. chiusa la domenica e i festivi. L’ingresso è libero.
Data recensione: 23/12/2011
Testata Giornalistica: La Nazione
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