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Fattasi notare già con Il pizzo dell’aspide, D. Tinti torna con una delicata storia d’amore che ha luogo tra Roma, Palermo e Marettimo (isola delle Egadi).

Fattasi notare già con Il pizzo dell’aspide, D. Tinti torna con una delicata storia d’amore che ha luogo tra Roma, Palermo e Marettimo (isola delle Egadi). L’amore rappresenta, però, solo un aspetto di questo libro, perché quello di Egle è, prima di tutto, un viaggio introspettivo, la ricerca di sé e di ciò che può davvero renderla felice, indipendentemente dai vincoli e dalle convenzioni sociali.
Con lo stile narrativo elegante e delicato che ha contraddistinto anche la precedente opera, la trama prende forma, arricchita dalle splendide descrizioni naturalistiche e dagli approfondimenti storici e mitologici che sono parte integrante del romanzo. Molto bella l’alternanza temporale nelle vicende narrate. Il racconto della vita di Egle è, infatti, intervallato dalla descrizione di avvenimenti passati che regalano un bell’affresco della Sicilia di qualche anno fa, con la sua gente, le sue tradizioni, i suoi colori e profumi. Da ciò, nasce quasi spontaneo un confronto tra le due donne di generazioni diverse, ciascuna con il proprio modo di rapportarsi all’amore. Da una parte c’è Lucia, ormai anziana, che ha affrontato di tutto (anche il giudizio della gente) per quel sentimento che l’ha accompagnata per tutta la sua esistenza. Dall’altra si trova invece Egle, probabilmente spaventata dai cambiamenti e dall’improvvisa consapevolezza che le cose dentro di lei sono cambiate, che scopre come non sempre sia facile decidere quale strada seguire, assumendosene le relative responsabilità.
Un romanzo intenso e toccante, che scorre via veloce accompagnato dal rumore del mare e dal profumo di salsedine, sensazioni che la splendida narrazione dell’autrice evoca con facilità.    
Data recensione: 31/01/2011
Testata Giornalistica: Librierecensioni.com
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