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In letteratura, l’evocazione del Caffè è di norma intesa come riferimento al Caffè letterario, una sorta di club ristretto ed elitario dove usavano ritrovarsi gli intellettuali. Esiste però anche un altro Caffè: quello della

In letteratura, l’evocazione del Caffè è di norma intesa come riferimento al Caffè letterario, una sorta di club ristretto ed elitario dove usavano ritrovarsi gli intellettuali. Esiste però anche un altro Caffè: quello della quotidianità, in particolare quello della provincia italiana a cavallo del secolo scorso.
A questa tipologia di Caffè è dedicato il saggio di Stefano Giannini La musa sotto i portici. Caffè e provincia nella narrativa di Piero Chiara e Lucio Mastronardi appena uscito nella collana «Italianistica nel Mondo» edita da Mauro Pagliai. Come si evince dal titolo, il libro si concentra sul ruolo che il Caffè riveste nelle opere di Piero Chiara (1913-1986) e Lucio Mastronardi (1930-1979), due autori contemporanei che hanno narrato in modo perfetto quell’affascinante realtà che era la provincia italiana nel secolo scorso.
Per Chiara e Mastronardi il Caffè è una sorta di zona franca, spazio di crescita democratica e palestra retorica in cui gli avventori hanno la possibilità e tentano di guadagnare preminenza e rispetto, contando sulla loro volontà ed intelligenza. Protagonista dei romanzi e racconti di Chiara e Mastronardi, il Caffè diviene mezzo privilegiato per entrare nelle officine letterarie dei due scrittori.
Le avventure nei Caffè della provincia lombarda raccontate da Chiara e Mastronardi mostrano la ricchezza narrativa che una solo apparentemente povera provincia, se osservata con intelligenza e passione, riesce a consegnare al lettore, esaltando la dimensione di reale di quello spazio che Ortega y Gasset riteneva il più adatto per la letteratura.
Data recensione: 09/12/2008
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