Il saggio ricostruisce in modo dettagliato la storia e lo
sviluppo dei due istituti pistoiesi, il Conservatorio per le fanciulle abbandonate
e il Rifugio “Pelagia Romoli”, nati per soccorrere bambine rifiutate, orfane di
uno o entrambi i genitori o provenienti da famiglie in condizioni di grave
disagio economico e, in tempi più vicini a noi, disfunzionali. Attraverso una
approfondita ricerca d’archivio, per il Rifugio mai svolta prima, corredata da
un ricchissimo apparato di note, l’autrice analizza ragioni e modalità dell’affidamento
a strutture sostitutive delle famiglie biologiche. Da qui lo studio delle
normative e dei regolamenti interni, della legislazione in materia di
beneficenza e assistenza nella sua evoluzione, senza dimenticare le concezioni
pedagogiche proprie delle diverse epoche.
Il quadro tracciato non si limita al perimetro pur interessante di una città,
Pistoia, guardata piuttosto come microcosmo del macrocosmo italiano in ordine
al tema considerato nei suoi molteplici aspetti, sociali e culturali. Di
particolare interesse le testimonianze di due bambine ricoverate nel secondo istituto.
La conclusione, nei suoi margini attualmente percorribili, si spinge con coraggio
a indicare alcune piste di riflessione sull’odierna fenomenologia degli abbandoni
che la questione ha sollevato.
Il saggio ricostruisce in modo dettagliato la storia e lo
sviluppo dei due istituti pistoiesi, il Conservatorio per le fanciulle abbandonate
e il Rifugio “Pelagia Romoli”, nati per soccorrere bambine rifiutate, orfane di
uno o entrambi i genitori o provenienti da famiglie in condizioni di grave
disagio economico e, in tempi più vicini a noi, disfunzionali. Attraverso una
approfondita ricerca d’archivio, per il Rifugio mai svolta prima, corredata da
un ricchissimo apparato di note, l’autrice analizza ragioni e modalità dell’affidamento
a strutture sostitutive delle famiglie biologiche. Da qui lo studio delle
normative e dei regolamenti interni, della legislazione in materia di
beneficenza e assistenza nella sua evoluzione, senza dimenticare le concezioni
pedagogiche proprie delle diverse epoche.
Il quadro tracciato non si limita al perimetro pur interessante di una città,
Pistoia, guardata piuttosto come microcosmo del macrocosmo italiano in ordine
al tema considerato nei suoi molteplici aspetti, sociali e culturali. Di
particolare interesse le testimonianze di due bambine ricoverate nel secondo istituto.
La conclusione, nei suoi margini attualmente percorribili, si spinge con coraggio
a indicare alcune piste di riflessione sull’odierna fenomenologia degli abbandoni
che la questione ha sollevato.
Polistampa, 2026
Pagine: 224
Caratteristiche: ill. b/n, br.
Formato: 17x24
ISBN: 978-88-596-2566-7
Collana:
Nuove ricerche di storia, 17
Settori: