«… speriamo che presto venga questa sospirata pace, che è
una parola tanto bella e sensibile, che lega tanto questo discorso anche fra
noi. Quando ci abbiamo quella non ci manca niente, tutto si fa bene e tutto va
bene. Speriamo presto rifulga.»
Raffaello Salvini, 15 marzo 1917
L’epistolario di Raffaello e Isolina Salvini, più che una testimonianza della
Grande Guerra, è la storia di un grande amore: una vicenda umana e personale di
rara intensità, ambientata in un contesto complesso e drammatico e documentata
da una quantità incredibile di lettere e cartoline. La corrispondenza tra i
due, nata per sopravvivere al distacco e alla lontananza, sarà il filo che
manterrà solido il loro legame, alimentando la speranza nella fine dell’incubo
in cui entrambi sono costretti a vivere.
Raffaello avrà il battesimo del fuoco sui monti del Comelico, nei primi giorni
di guerra, per poi trovarsi catapultato nel pieno della Strafexpedition austriaca e vivere l’inizio della tragedia di
Caporetto. Proprio in quei giorni, sul Dosso Fajti, una scheggia di una granata
austriaca lo colpirà alla testa, causandone la cattura e quindi l’internamento nel
campo di prigionia di Sigmundsherberg, che durerà fino alla fine della guerra.
Tutti questi momenti sono intervallati da periodi fortunati in cui Raffaello
presterà servizio nelle salmerie, nel carreggio e nelle mense del 69°
reggimento fanteria, sperimentando migliori condizioni di vita e di sicurezza
rispetto al fosso, il nome con cui Raffaello chiama la trincea.
«… speriamo che presto venga questa sospirata pace, che è
una parola tanto bella e sensibile, che lega tanto questo discorso anche fra
noi. Quando ci abbiamo quella non ci manca niente, tutto si fa bene e tutto va
bene. Speriamo presto rifulga.»
Raffaello Salvini, 15 marzo 1917
L’epistolario di Raffaello e Isolina Salvini, più che una testimonianza della
Grande Guerra, è la storia di un grande amore: una vicenda umana e personale di
rara intensità, ambientata in un contesto complesso e drammatico e documentata
da una quantità incredibile di lettere e cartoline. La corrispondenza tra i
due, nata per sopravvivere al distacco e alla lontananza, sarà il filo che
manterrà solido il loro legame, alimentando la speranza nella fine dell’incubo
in cui entrambi sono costretti a vivere.
Raffaello avrà il battesimo del fuoco sui monti del Comelico, nei primi giorni
di guerra, per poi trovarsi catapultato nel pieno della Strafexpedition austriaca e vivere l’inizio della tragedia di
Caporetto. Proprio in quei giorni, sul Dosso Fajti, una scheggia di una granata
austriaca lo colpirà alla testa, causandone la cattura e quindi l’internamento nel
campo di prigionia di Sigmundsherberg, che durerà fino alla fine della guerra.
Tutti questi momenti sono intervallati da periodi fortunati in cui Raffaello
presterà servizio nelle salmerie, nel carreggio e nelle mense del 69°
reggimento fanteria, sperimentando migliori condizioni di vita e di sicurezza
rispetto al fosso, il nome con cui Raffaello chiama la trincea.
Sarnus, 2026
Pagine: 560
Caratteristiche: ill. b/n, br.
b/w ills, paperback
Formato: 17x24
ISBN: 978-88-563-0364-3
Collana:
Diari e Memorie, 63
Settori: