Nella notte tra il 2 e il 3 novembre 2023 un intero
territorio viene reclamato dall’acqua: tra allerte meteo confuse e silenzio
delle istituzioni, un’impressionante inondazione investe Campi Bisenzio e la Piana
Fiorentina. Massimo, idraulico di professione, osserva l’assedio dall’alto
della sua terrazza e comprende subito la cruda legge della fluidodinamica:
mentre l’acqua lambisce le auto in strada, sotto terra un mondo sta già
collassando nei ventri di cemento dei garage.
Ma il racconto non si ferma a una singola notte: è un diario viscerale e un
atto d’accusa che unisce come “vasi comunicanti” intere province tradite.
Attraverso il fango di oggi, l’autore riapre le cicatrici mai chiuse di ieri: dalla
madre di tutte le piene a Brozzi (1966) al ruggito della montagna a Cardoso e
in Versilia (1996); dalla distesa tossica di Albinia (2012) fino al fantasma
letale di via Nazario Sauro a Livorno (2017). Un unico, drammatico filo rosso
di incuria idraulica che lega la Maremma, la Val di Cornia, la Val di Cecina e
Siena, toccando Castagneto Carducci e Campiglia Marittima, fino ad arrivare ai
rantoli strozzati di Sesto Fiorentino e Settimello del 2025.
È una narrazione corale che raccoglie le testimonianze dirette di chi ha perso
tutto nel limo. Un’inchiesta inoppugnabile che unisce la precisione del tecnico
alla rabbia di un popolo che, nel momento del vuoto di Stato, ha dovuto farsi
argine da solo.
Nella notte tra il 2 e il 3 novembre 2023 un intero
territorio viene reclamato dall’acqua: tra allerte meteo confuse e silenzio
delle istituzioni, un’impressionante inondazione investe Campi Bisenzio e la Piana
Fiorentina. Massimo, idraulico di professione, osserva l’assedio dall’alto
della sua terrazza e comprende subito la cruda legge della fluidodinamica:
mentre l’acqua lambisce le auto in strada, sotto terra un mondo sta già
collassando nei ventri di cemento dei garage.
Ma il racconto non si ferma a una singola notte: è un diario viscerale e un
atto d’accusa che unisce come “vasi comunicanti” intere province tradite.
Attraverso il fango di oggi, l’autore riapre le cicatrici mai chiuse di ieri: dalla
madre di tutte le piene a Brozzi (1966) al ruggito della montagna a Cardoso e
in Versilia (1996); dalla distesa tossica di Albinia (2012) fino al fantasma
letale di via Nazario Sauro a Livorno (2017). Un unico, drammatico filo rosso
di incuria idraulica che lega la Maremma, la Val di Cornia, la Val di Cecina e
Siena, toccando Castagneto Carducci e Campiglia Marittima, fino ad arrivare ai
rantoli strozzati di Sesto Fiorentino e Settimello del 2025.
È una narrazione corale che raccoglie le testimonianze dirette di chi ha perso
tutto nel limo. Un’inchiesta inoppugnabile che unisce la precisione del tecnico
alla rabbia di un popolo che, nel momento del vuoto di Stato, ha dovuto farsi
argine da solo.