Il volume raccoglie gli interventi di due cicli di lezioni:
La magia nel Medioevo e nel Rinascimento, svoltosi tra novembre e dicembre
2024, e Magia e scienze occulte nell’età barocca, tenutosi l’anno successivo.
Entrambi i percorsi hanno proposto un’articolata riflessione sul significato
della magia e degli altri saperi operativi nella cultura europea, mettendone in
luce continuità, trasformazioni e intrecci con la speculazione filosofica e
l’indagine scientifica.
Il filo che percorre tutti i temi e gli autori affrontati nel volume è la
potenza conferita da tali saperi, definiti nel Rinascimento occulta
philosophia. Una potenza ambigua: lo mostrano le accuse di magia rivolte al
Petrarca, mentre nella leggenda Virgilio è visto come un mago benefico; e il
sovrapporsi delle figure della vetula guaritrice e della strix demoniaca nelle
accuse di stregoneria nel XV secolo.
La conoscenza dei mirabilia, in cui
convergono tradizioni diverse, permette al mago, all’astrologo, all’alchimista
e a quanti si servono dei loro saperi, non solo di apprendere i “segreti” che
la natura racchiude, ma di trarne profitto, come illustra il caso di studio
della costruzione di palazzo Strozzi, la cui prima pietra venne gettata
nell’ora indicata da un astrologo. Magia e astrologia venivano da una
tradizione antica, seppure controversa, mentre l’alchimia arrivò in occidente
nel XII sec. come una novitas, annunciando la possibilità di produrre
artificialmente il lapis philosophorum o elixir, agente di perfezionamento
della materia, dai metalli al corpo umano. Dal tardo Medioevo l’alchimia si
diffuse fino a nutrire la riforma medica di Paracelso agli albori del
Rinascimento; nutrì il pensiero simbolico dell’inglese John Dee, matematico e
mago, astrologo e alchimista; fino a occupare per anni la mente e le mani di uno
dei grandi padri della scienza classica, Isaac Newton, alla ricerca dello
“spirito della natura”.
Il volume raccoglie gli interventi di due cicli di lezioni:
La magia nel Medioevo e nel Rinascimento, svoltosi tra novembre e dicembre
2024, e Magia e scienze occulte nell’età barocca, tenutosi l’anno successivo.
Entrambi i percorsi hanno proposto un’articolata riflessione sul significato
della magia e degli altri saperi operativi nella cultura europea, mettendone in
luce continuità, trasformazioni e intrecci con la speculazione filosofica e
l’indagine scientifica.
Il filo che percorre tutti i temi e gli autori affrontati nel volume è la
potenza conferita da tali saperi, definiti nel Rinascimento occulta
philosophia. Una potenza ambigua: lo mostrano le accuse di magia rivolte al
Petrarca, mentre nella leggenda Virgilio è visto come un mago benefico; e il
sovrapporsi delle figure della vetula guaritrice e della strix demoniaca nelle
accuse di stregoneria nel XV secolo.
La conoscenza dei mirabilia, in cui
convergono tradizioni diverse, permette al mago, all’astrologo, all’alchimista
e a quanti si servono dei loro saperi, non solo di apprendere i “segreti” che
la natura racchiude, ma di trarne profitto, come illustra il caso di studio
della costruzione di palazzo Strozzi, la cui prima pietra venne gettata
nell’ora indicata da un astrologo. Magia e astrologia venivano da una
tradizione antica, seppure controversa, mentre l’alchimia arrivò in occidente
nel XII sec. come una novitas, annunciando la possibilità di produrre
artificialmente il lapis philosophorum o elixir, agente di perfezionamento
della materia, dai metalli al corpo umano. Dal tardo Medioevo l’alchimia si
diffuse fino a nutrire la riforma medica di Paracelso agli albori del
Rinascimento; nutrì il pensiero simbolico dell’inglese John Dee, matematico e
mago, astrologo e alchimista; fino a occupare per anni la mente e le mani di uno
dei grandi padri della scienza classica, Isaac Newton, alla ricerca dello
“spirito della natura”.
Polistampa, 2026
A cura di:
Pagine: 160
Caratteristiche: br.
Formato: 15x21
ISBN: 978-88-596-2553-7
Collana:
I Quaderni della Colombaria, 20
Settori: