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Le Dimore del Patrimonio

Opere delle Gallerie fiorentine in deposito esterno a sedi di rappresentanza e luoghi di culto

127,50 € 150,00
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Il volume costituisce un repertorio delle opere – soprattutto dipinti ma anche sculture, mobili e oggetti d’arte – concesse in deposito dalle Gallerie Fiorentine a enti istituzionali ed ecclesiastici in più di un secolo di storia.
La pratica del “comodato” ebbe inizio nel corso dell’Ottocento, quando le Gallerie si trovarono a possedere un cospicuo numero di dipinti a soggetto sacro, provenienti dalle soppressioni napoleoniche dei conventi degli anni 1808-1810, che cominciarono ad essere richiesti da chiese e conventi del territorio. Nei primi decenni del Novecento, poi, si attinse allo stesso patrimonio per arredare le sedi delle principali istituzioni del giovane Stato italiano, che andarono a occupare nella capitale nobili palazzi storici, spogli però di arredi. Nel mentre, in Toscana, si riallestivano a museo quei palazzi che al tempo di Firenze capitale erano stati destinati a sedi di Ministeri a altre istituzioni pubbliche.
Il dilagare incontrollato della pratica del comodato e le reiterate nuove richieste di opere d’arte per l’arredo di Ambasciate, Province, Prefetture, Caserme e ancora Chiese e Monasteri, hanno portato all’esigenza di un controllo completo e approfondito: a seguito di numerosi sopralluoghi, e di un capillare lavoro di ricerca e schedatura, è nata questa pubblicazione in cui le opere sono suddivise in quattro sezioni (Firenze, Toscana, resto d’Italia, estero). Le immagini sono accompagnate da brevi schede contenenti i dati tecnici e identificativi, una nota critica attinente all’inquadramento storico-artistico e alla documentazione sulla provenienza originaria delle opere, e precisazioni sullo stato patrimoniale. Chiudono il volume un’appendice di documenti finora non noti, riguardanti vicende particolari, e una bibliografia dei testi citati.

Il volume costituisce un repertorio delle opere – soprattutto dipinti ma anche sculture, mobili e oggetti d’arte – concesse in deposito dalle Gallerie Fiorentine a enti istituzionali ed ecclesiastici in più di un secolo di storia.
La pratica del “comodato” ebbe inizio nel corso dell’Ottocento, quando le Gallerie si trovarono a possedere un cospicuo numero di dipinti a soggetto sacro, provenienti dalle soppressioni napoleoniche dei conventi degli anni 1808-1810, che cominciarono ad essere richiesti da chiese e conventi del territorio. Nei primi decenni del Novecento, poi, si attinse allo stesso patrimonio per arredare le sedi delle principali istituzioni del giovane Stato italiano, che andarono a occupare nella capitale nobili palazzi storici, spogli però di arredi. Nel mentre, in Toscana, si riallestivano a museo quei palazzi che al tempo di Firenze capitale erano stati destinati a sedi di Ministeri a altre istituzioni pubbliche.
Il dilagare incontrollato della pratica del comodato e le reiterate nuove richieste di opere d’arte per l’arredo di Ambasciate, Province, Prefetture, Caserme e ancora Chiese e Monasteri, hanno portato all’esigenza di un controllo completo e approfondito: a seguito di numerosi sopralluoghi, e di un capillare lavoro di ricerca e schedatura, è nata questa pubblicazione in cui le opere sono suddivise in quattro sezioni (Firenze, Toscana, resto d’Italia, estero). Le immagini sono accompagnate da brevi schede contenenti i dati tecnici e identificativi, una nota critica attinente all’inquadramento storico-artistico e alla documentazione sulla provenienza originaria delle opere, e precisazioni sullo stato patrimoniale. Chiudono il volume un’appendice di documenti finora non noti, riguardanti vicende particolari, e una bibliografia dei testi citati.

Polistampa, 2023

Pagine: 912

Caratteristiche: ill. b/n e col., cart.

b/w & col ills, hardcover

Volumi: 2

Formato: 24x31

ISBN: 978-88-596-2386-1

Settori:

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