chiudi
preview libro

Il Cacciucco

Ontologia, eziologia e metamorfosi

8,50 € 10,00
Qt

Il testo è comparso la prima volta sul numero 110 (autunno 2007) di «Erba d’Arno», la rivista letteraria con cui l’autore collabora. I numerosi apprezzamenti manifestati dai lettori hanno suggerito la sua pubblicazione in volumetto, arricchito di alcune nuove informazioni e ricette inedite, oltre che riproduzioni di vecchie cartoline di Livorno. L’intervento di Giorgio Mandalis si colloca nel vivo di una polemica sulle interpretazione della pietanza, scaturita dai recenti contributi di Paolo Ciolli e di Aldo Santini cui «Il Tirreno» ha concesso ampio spazio.
L’opera si configura come un breve saggio di storia dell’alimentazione che si prefigge, come indica il testo scherzosamente aulico e filosofeggiante, di definire le caratteristiche peculiari della pietanza nel contesto della moltitudine delle zuppe di pesce attestate lungo le coste del Mediterraneo e dell’Atlantico; di seguirne la storia attraverso gli scarsi documenti attendibili e le numerose leggende, utilissime se lette in filigrana; di coglierne le varianti e l’evoluzione legate alle vicende storiche e alle trasformazioni della società, constatando l’esistenza di almeno quattro cacciucchi coesistenti già a partire dalla fine dell’Ottocento, quando si formalizzarono le ricette pervenute fino ai nostri giorni.
Il saggio infine cerca di dimostrare l’inattendibilità di alcuni luoghi comuni tramandati acriticamente nella precedente letteratura sull’argomento, fornisce spunti di riflessione sull’origine turca del nome e conclude con alcune osservazioni sulle attuali prospettive della pietanza.

Il testo è comparso la prima volta sul numero 110 (autunno 2007) di «Erba d’Arno», la rivista letteraria con cui l’autore collabora. I numerosi apprezzamenti manifestati dai lettori hanno suggerito la sua pubblicazione in volumetto, arricchito di alcune nuove informazioni e ricette inedite, oltre che riproduzioni di vecchie cartoline di Livorno. L’intervento di Giorgio Mandalis si colloca nel vivo di una polemica sulle interpretazione della pietanza, scaturita dai recenti contributi di Paolo Ciolli e di Aldo Santini cui «Il Tirreno» ha concesso ampio spazio.
L’opera si configura come un breve saggio di storia dell’alimentazione che si prefigge, come indica il testo scherzosamente aulico e filosofeggiante, di definire le caratteristiche peculiari della pietanza nel contesto della moltitudine delle zuppe di pesce attestate lungo le coste del Mediterraneo e dell’Atlantico; di seguirne la storia attraverso gli scarsi documenti attendibili e le numerose leggende, utilissime se lette in filigrana; di coglierne le varianti e l’evoluzione legate alle vicende storiche e alle trasformazioni della società, constatando l’esistenza di almeno quattro cacciucchi coesistenti già a partire dalla fine dell’Ottocento, quando si formalizzarono le ricette pervenute fino ai nostri giorni.
Il saggio infine cerca di dimostrare l’inattendibilità di alcuni luoghi comuni tramandati acriticamente nella precedente letteratura sull’argomento, fornisce spunti di riflessione sull’origine turca del nome e conclude con alcune osservazioni sulle attuali prospettive della pietanza.

Edizioni dell’Erba, 2008

Pagine: 80

Caratteristiche: ill. b/n e col., br.

b/w & col ills, paperback

Formato: 12x17

ISBN: 978-88-86888-87-5

Settore: