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Antonio Ferrari

Antonio Ferrari

Antonio Ferrari è un ingegnere navale che ama la fotografia e il rugby. Lavora all'Actv e si divide tra Cannaregio, dove vive con la sua compagna, e Barcellona, città natale della donna. Originario del Sandonatese, ha imparato a fotografare usando la reflex analogica che si era comprata la mamma. La foto è stata una passione che ha coltivato soprattutto scattando paesaggi. A Barcellona poi ha sperimentato, per la prima volta, lo sviluppo in camera oscura. Nella città spagnola noleggiano spazi e tutto l'occorrente per cimentarsi in questa complicata tecnica. Una volta tornato a casa, ha continuato fino a quando il digitale ha spazzato via l'analogico. Lui comunque non rimpiange quegli anni. Arrivato per lavoro in città, ha deciso di viverci. Ora dice che per lui e la compagna è stata la scelta migliore che potevano fare. Vive a Cannaregio non lontano dal Giorgione. Racconta che la cosa migliore di vivere a Venezia è data dalla socialità dei veneziani. «Quando fai un po' di conoscenze, poi ti senti a casa. Io provengo da un piccolo centro del Sandonatese, dove è facile sentirsi comunità. E lo stesso clima l'ho ritrovato qui. C'è un'unica profonda differenza: Venezia è una città cosmopolita, quindi i tuoi vicini possono essere veneziani da mille generazioni o l'americana che ha scelto di trasferirsi definitivamente qui. Ci saranno anche problemi tecnici nel vivere in centro storico, ma si dimenticano facilmente grazie ai rapporti sociali, che si creano con facilità. Rapporti che ho visto crescere con ancora maggiore facilità dopo l'acqua granda del 2019». Antonio ama fotografare, ma dice che la cosa più difficile da fotografare è proprio Venezia perché «rischi sempre di scattare la banalità».

Antonio Ferrari è un ingegnere navale che ama la fotografia e il rugby. Lavora all'Actv e si divide tra Cannaregio, dove vive con la sua compagna, e Barcellona, città natale della donna. Originario del Sandonatese, ha imparato a fotografare usando la reflex analogica che si era comprata la mamma. La foto è stata una passione che ha coltivato soprattutto scattando paesaggi. A Barcellona poi ha sperimentato, per la prima volta, lo sviluppo in camera oscura. Nella città spagnola noleggiano spazi e tutto l'occorrente per cimentarsi in questa complicata tecnica. Una volta tornato a casa, ha continuato fino a quando il digitale ha spazzato via l'analogico. Lui comunque non rimpiange quegli anni. Arrivato per lavoro in città, ha deciso di viverci. Ora dice che per lui e la compagna è stata la scelta migliore che potevano fare. Vive a Cannaregio non lontano dal Giorgione. Racconta che la cosa migliore di vivere a Venezia è data dalla socialità dei veneziani. «Quando fai un po' di conoscenze, poi ti senti a casa. Io provengo da un piccolo centro del Sandonatese, dove è facile sentirsi comunità. E lo stesso clima l'ho ritrovato qui. C'è un'unica profonda differenza: Venezia è una città cosmopolita, quindi i tuoi vicini possono essere veneziani da mille generazioni o l'americana che ha scelto di trasferirsi definitivamente qui. Ci saranno anche problemi tecnici nel vivere in centro storico, ma si dimenticano facilmente grazie ai rapporti sociali, che si creano con facilità. Rapporti che ho visto crescere con ancora maggiore facilità dopo l'acqua granda del 2019». Antonio ama fotografare, ma dice che la cosa più difficile da fotografare è proprio Venezia perché «rischi sempre di scattare la banalità».

Libri scritti da Antonio Ferrari