La direttrice della Biblioteca Medicea Laurenziana
Vera Valitutto

è lieta di invitarla all’inaugurazione della mostra

VOCI DELL’ORIENTE

Miniature e testi classici
da Bisanzio alla Biblioteca Laurenziana


Saranno presenti
Maddalena Ragni
Direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana
Michele Gremigni
Presidente dell’Ente Cassa Risparmio di Firenze

Interverrà
Guglielmo Cavallo
Docente di paleografia greca all’Università di Roma La Sapienza

Introdurrà la mostra
Massimo Bernabò
Docente di storia dell’arte medievale all’Università di Pavia

Giovedì 3 marzo 2011, ore 16.00
Biblioteca Medicea Laurenziana
Piazza San Lorenzo 9, Firenze

La mostra sarà aperta dal 4 marzo al 30 giugno 2011
Orario: dal lunedì al sabato 9.30 – 13.30
Chiuso festivi, domenica e il primo sabato del mese

Per info:
055 210760/211590

 

Questa mostra su Bisanzio e Firenze celebra in tre sezioni i manoscritti di autori greci della Biblioteca Medicea Laurenziana, cinquecento anni di miniatura bizantina e le edizioni umanistiche di autori greci. La prima sezione espone un’antologia di testi degli autori greci che furono salvati dagli umanisti bizantini grazie agli studi e all’attività libraria svoltasi soprattutto durante il periodo conosciuto come Rinascenza Macedone, un periodo di rinascita della cultura classica che prende avvio nel secolo IX e trae nome dalla dinastia imperiale al potere. Questi manoscritti furono acquistati o giunsero come doni in Italia, e in particolare a Firenze, specialmente nel secolo XV. I membri della famiglia Medici furono i mecenati che più si adoperarono nel loro salvataggio. La seconda sezione della mostra, la più spettacolare esteticamente, presenta l’arte bizantina dal IX secolo al XIV, attraverso le miniature dei manoscritti della Laurenziana, quasi tutti del Vecchio e del Nuovo Testamento. La terza sezione è dedicata alle edizioni di testi greci che gli umanisti fiorentini e i loro patroni produssero durante il Rinascimento. Umanesimo bizantino e umanesimo fiorentino possono così essere letti come nascita del secondo dal primo per quanto attiene alla letteratura dei Greci. L’importanza di questo duplice salvataggio della letteratura greca potrebbe essere sintetizzato con la semplice, approssimativa frase, che se Bisanzio prima e Firenze in seguito non avessero compiuto questa opera, avremmo un numero così inferiore di testi da domandarsi se e quale spazio avrebbe avuto l’insegnamento del greco nel nostro sistema educativo. (Massimo Bernabò)

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