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Animali e cacce nella Divina Commedia
Dante falconiere ed etologo

Sarnus, 2009

Pagine: 144

Caratteristiche: ill. b/n, br.

Formato: 15x21

ISBN: 978-88-563-0022-2

Collana:

Toscani super DOC, 5

Settore:

L1 / Studi, storia della letteratura

SS7 / Cultura popolare

TL6 / Natura, ambiente

Vedi:

Dante Alighieri

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Il lavoro di Giorgio Zauli fa luce su un aspetto insolito e poco conosciuto della Divina Commedia, aprendo una finestra sul mondo circostante che Dante ci invita a conoscere attraverso gli animali che lo popolano. È evidente che il sommo poeta fu cacciatore ed etologo (lo dimostrano le sue descrizioni di falconi, segugi, veltri, ecc.) e ciò non dovrebbe stupirci: è avvenuto per secoli e millenni per tutti quelli che hanno praticato la caccia per necessità o per passione. Stupisce invece che tra gli innumerevoli studiosi della Divina Commedia pochi abbiano intuito nel suo autore la condizione di etologo-naturalista e nessuno quello di cacciatore.
Attraverso un lavoro interessante e colto, Zauli presenta una specie di bestiario della Divina Commedia, completo di rimandi e riferimenti che propongono una lettura originale e curiosa del poema dantesco, tramite un’interpretazione mai prima d’ora offerta.