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Rotaie in Val di Bisenzio
“La provvisoria”. Idee, progetti, realizzazioni

Polistampa, 2007

Pagine: 96

Caratteristiche: ill. b/n e col., br.

Formato: 17X24

ISBN: 978-88-596-0203-3

Settore:

A3 / Architettura, urbanistica, territorio

S4 / Ingegneria

SS7 / Cultura popolare

TL6 / Natura, ambiente

€ 12,75

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Quantità:
Il libro ricostruisce la vicenda della linea ferroviaria Prato-Bologna, dalla sua ideazione e progettazione nell’Ottocento fino all’attuale ridestinazione ciclopedonale. Già dal 1848, con l’inaugurazione della stazione del Serraglio, Prato diventa una delle prime città italiane a essere raggiunta dal treno. Nel 1934 viene poi inaugurata la Direttissima Prato-Bologna, accompagnata parallelamente in tutto il suo percorso da quella che la popolazione della Val di Bisenzio comunemente chiamava “la provvisoria”. Questa era la linea di servizio – a scartamento ridotto e a trazione a vapore – costruita come linea di cantiere durante i lavori della Direttissima. Per vari decenni, quel singolare tracciato ha rappresentato un luogo ameno per le passeggiate, una stradina che in alcuni punti si avvicinava così tanto alla ferrovia da confondersi quasi con essa. Nel 2004 viene inaugurata la pista ciclopedonale Prato-Vaiano che va a sovrapporsi alla “provvisoria”, conservando le caratteristiche di un percorso ferroviario con i suoi numerosi ponti e ponticelli, muri a retta e cavalcavia.
Il volume ripercorre quel tracciato, riscoprendo lungo di esso le vestigia più significative di quella ferrovia a scartamento ridotto, e aiuta a comprendere meglio quanto sia stato grande lo sforzo progettuale, tecnico e organizzativo profuso nella costruzione della Direttissima, l’opera che gli abitanti di Prato e della Val di Bisenzio tanto attesero – tra speranze, delusioni e lunghe vicissitudini – prima di vederla concretamente realizzare. La pubblicazione offre un significativo contributo alla conservazione della memoria storica della valle del Bisenzio, grazie anche a una quarantina di fotografie a colori e in bianco e nero, attuali e d’epoca, che permettono di riconoscere la rivalutazione di quel territorio. Conclude l’opera un indice dei nomi e dei luoghi.

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