Leonardo Libri | Firenze | Scheda Libro

Do svidánija
Memorie di un viaggio nella Russia di Kruscev

Polistampa, 2006

Pagine: 168

Caratteristiche: ill. b/n, br.

Formato: 17x24

ISBN: 978-88-596-0080-4

Settore:

DSU1 / Storia

SS5 / Antropologia

TL5 / Moda

€ 11,90

€ 14 | Risparmio € 2,10 (15%)

Quantità:
Per la prima volta in volume gli articoli di uno storico servizio di Giorgio Batini per «La Nazione»
Uno straordinario documento sul costume nella Russia al tempo della “guerra fredda”

“Non so quanti anni dovranno passare – disse Batini a un giornalista russo, mentre lasciava Mosca dopo quell’inchiesta – ma so che un giorno questa rigida impalcatura statale cadrà con l’ideologia che l’ha creata, e allora quella che conterà sarà la gente, che non mi è sembrata diversa da quella dei Paesi occidentali. Quel giorno potremo incontrarci liberamente al di qua e al di là di questa cortina”.
“Arrivederci a quel giorno!” disse Batini. “Do svidánija!” rispose il russo. Era l’estate del 1962 (ventisette anni prima della caduta del muro) e il resoconto di quel viaggio, dopo la condanna di Stalin da parte del XX Congresso del PCUS, fu pubblicato nella terza pagina de «La Nazione» con il titolo Un cronista nell’Unione Sovietica in una serie di articoli in cui il popolare scrittore fiorentino raccontò come vivevano i russi, come studiavano, come lavoravano nelle fabbriche e nelle fattorie collettive, com’erano curati negli ospedali, come si sposavano e divorziavano, come si divertivano, come giravano i film, che musica ascoltavano, qual’era il ruolo delle donne, perfino come funzionava il traffico e com’erano regolate la caccia e la pesca… Uno spaccato della vita in Russia in un momento cruciale della “guerra fredda”, quando cominciarono ad avvertirsi quei fermenti sociali ed economici che avrebbero infine minato le basi, ritenute allora solidissime, del più vasto Stato del mondo.
Uno spaccato che ora Batini ripropone (insieme a una raccolta d’immagini insolite, inedite, quanto mai significative) perché, se i libri di storia raccontano i grandi eventi trascurando il quotidiano della gente (nel caso specifico 224 milioni di persone), resti un documento sulla vita di una terra rimasta chiusa a lungo nella “cortina”. E il quotidiano, scrive Batini, “finisce sempre per avere una sua non trascurabile influenza sui grandi eventi”.

Prefazione di Francesco Carrassi (direttore de «La Nazione»)