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Ermetismo e Cristianesimo in Agrippa. Il ‘De triplici ratione cognoscendi Deum’

Polistampa, 2005

Pagine: 212

Caratteristiche: br.

Formato: 15x21

ISBN: 978-88-8304-952-1

Collana:

Hermetica Mediaevalia, 3

Settore:

DSU3 / Filosofia

DSU4 / Religione

L1 / Studi, storia della letteratura

SS8 / Esoterismo

€ 11,90

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Quantità:
È pubblicata, con testo italiano a fronte, l’edizione ‘princeps’ del De triplici ratione cognoscendi Deum di Cornelio Agrippa di Nettesheim (1486-p. 1535), comparata con la seconda edizione e con il manoscritto 16625 della Biblioteca Nazionale di Francia. L’edizione filologica, introdotta dall’ampio saggio di Vittoria Perrone Compagni su Ermetismo e Cristianesimo nei primi scritti di Agrippa e preceduta da una nota di Laura Regnicoli sul manoscritto parigino, è corredata da un meticoloso apparato critico, da un elenco delle sigle e abbreviazioni e da un indice dei nomi.
La fortuna dell’ermetismo nella cultura rinascimentale ha uno dei massimi esponenti in Cornelio Agrippa, autore della celebre trattazione del sistema magico De occulta philosophia, e dell’aspra confutazione della scienza umana De incertitudine et vanitate scientiarum et artium. Vittoria Perrone analizza l’apparente paradosso di un ‘mago scettico’ alla luce delle categorie filosofiche e religiose dell’Asclepius ermetico, che influenzarono profondamente la formazione di Agrippa. Già nelle sue opere giovanili egli proponeva una riforma ‘teologica’ del sapere, attribuendo al filosofo il compito di una guida religiosa e di collaboratore di Dio nella cura del mondo. Nel trattato qui proposto in edizione critica la contrapposizione, in nome del modello culturale ermetico, alla tradizione scolastica e alle istituzioni religiose assume quasi il vigore di una contestazione, per così dire, politica.

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