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Polistampa
Pietro Annigoni 2005
Paesaggio

Polistampa, 2004

A cura di:

Stefano De Rosa

Mauro Pagliai

Pagine: 14

Caratteristiche: stampa col. Tintoretto Stucco Gesso Fedrigoni, ril. spir.

Formato: 34x48

ISBN:

Collana:

Calendari Polistampa, 9

Settore:

A2 / Arte moderna e contemporanea

Vedi:

Pietro Annigoni

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Il calendario Polistampa 2005 riproduce le opere di Pietro Annigoni esposte durante le festività natalizie nei locali della casa editrice. È la nona edizione di un appuntamento ormai consueto: dal 1996 le porte della storica sede si aprono al pubblico per presentare l’opera di un artista contemporaneo. L’edificio che fa da suggestiva cornice alla mostra è quello della Galleria «Pio Fedi», in via de’ Serragli 99.

La mostra allestita tra il 2004 e il 2005, intitolata Paesaggio, è dedicata al maestro Pietro Annigoni. Sono 22 le opere, realizzate con tecniche varie, opere molto care a lui e alla moglie Rossella: ne è riprova il fatto che provengono tutte dall’abitazione in cui ha vissuto con lei fino al giorno della morte, il 28 ottobre 1988. Oltre al ritratto di Rossella e ad un autoritratto realizzato in gioventù (la copertina del catalogo) sono esposti venti paesaggi, un tema inconsueto per l’artista che con i ritratti ha guadagnato la fama mondiale.

Non deve meravigliare che Annigoni si cimentasse col paesaggismo: “era un maestro nell’arte del ritratto, ma come realizzava ritratti di persone allo stesso modo creava ‘ritratti di alberi’” ha affermato il critico Stefano De Rosa, curatore scientifico dell’esposizione. “In Annigoni il paesaggio naturale diventa soggetto pittorico al pari di una persona: l’artista studia alberi, piante, prati, corsi d’acqua, con la stessa cura e attenzione che dedica al viso di una donna. La fisionomia del singolo e la fisionomia naturale acquistano per l’artista pari dignità”.

Gli scenari delle opere dell’artista, milanese di nascita ma fiorentino di adozione, sono insoliti anche per un altro motivo: lontani dai soliti paesaggi toscani che siamo abituati a vedere, questi quadri, continua De Rosa, “rappresentano magistralmente i luoghi di incontro tra la città e la campagna, visitano il confine tra paesaggio urbano e naturale”.