Ilaria Ciseri

È nata ed ha compiuto gli studi universitari a Firenze, laureandosi in Storia dello Spettacolo con una tesi di indirizzo storico-artistico in linea con il magistero di Ludovico Zorzi, di cui era stata allieva; ha poi conseguito la Specializzazione in Archeologia e Storia dell’Arte presso l’Università di Siena, con una tesi monografica sull’Ottocento.
Nel 1988 è stata vincitrice del premio indetto dal Centro di Studi sul Teatro Medievale e Rinascimentale di Roma e nel 1989 prima segnalata al “Premio Ludovico Zorzi” del Centro Olivetti di Ivrea.
Dal 1991 al 1999 ha svolto – in qualità di collaboratore esterno – numerosi incarichi presso la Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Firenze: sia in concomitanza di varie esposizioni organizzate dai musei fiorentini, sia nell’ambito della Sezione Didattica, sia presso il Dipartimento Tecnologie Avanzate della Galleria degli Uffizi, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Elettronica dell’Università di Firenze.
Nel corso degli anni ha pubblicato numerosi studi, tra cui il saggio L’ingresso trionfale di Leone X in Firenze nel 1515 (1990), una monografia su Vito D’Ancona (1996), il volume Il Romanticismo. 1780-1860: la nascita di una nuova sensibilità (2003), oltre a contributi in cataloghi di mostre e in atti di convegni italiani e internazionali ai quali ha partecipato come relatore.
Entrata nei ruoli del Ministero per i Beni e le Attività Culturali a seguito di un concorso nazionale, dal gennaio 2000 all’aprile 2002 è stata funzionario storico dell’arte presso la Soprintendenza per il patrimonio Artistico, Storico e Demoetnoantropologico del Veneto, con incarichi di tutela territoriale. Nel giugno 2002, dopo una breve parentesi presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze come vicedirettore del Settore Lapidei, è entrata nell’organico della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico delle province di Firenze, Pistoia e Prato in qualità di funzionario storico dell’arte responsabile della tutela delle opere d’arte in numerosi comuni della provincia di Firenze, nonché direttore del Museo Nazionale di Casa Giusti a Monsummano Terme.
Nell’aprile 2009 ha lasciato questi incarichi per passare alla Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, proseguendo la sua attività istituzionale al Museo Nazionale del Bargello, di cui ha ricevuto la vicedirezione nel novembre 2010.

a cura di Ilaria Ciseri