Anna Maria Luisa de’ Medici
Anna Maria Luisa de’ Medici (Firenze, 11 agosto 1667 - Firenze, 18 febbraio 1743), principessa elettrice del Palatinato, fu l’ultima rappresentante della casata fiorentina Medici. Nata dal Granduca Cosimo III e dalla Principessa Margherita Luisa di Borbone-Orleans, sposò nel 1690 Giovanni Carlo Guglielmo I, Principe Elettore del Palatinato. Il matrimonio fu sterile e, morto il marito nel 1716, Anna Maria Luisa se ne tornò a Firenze, dove oramai era certa la prossima estinzione della casata granducale. Erano andati infatti sterili i matrimoni dei fratelli Ferdinando e Gian Gastone ed era pure finita nel tragicomico la disperata mossa del Granduca Cosimo, che aveva fatto abbandonare il cappello cardinalizio al fratello minore Francesco Maria, maritato alla giovanissima principessa Eleonora Gonzaga nella vana speranza di avere un erede legittimo. Cosimo III, ormai rassegnato all’estinzione della casata, provò a prolungarne il governo disponendo che alla sua morte il trono passasse ad Anna Maria Luisa, ma la mossa fu poi bloccata dal veto delle potenze europee, che ormai consideravano il Granducato di Toscana come una preziosa pedina per i vari mercanteggiamenti di troni. Dopo varie guerre e trattati, fu deciso che il trono toscano andasse alla casata francoaustriaca degli Asburgo-Lorena. Alla morte del fratello Gian Gastone nel 1737 il rappresentante lorenese Principe di Craon offrì ad Anna Maria Luisa la reggenza del Granducato in nome di Francesco Stefano di Lorena, nuovo sovrano, ma la principessa declinò l’offerta, pur rimanendo a vivere in Palazzo Pitti e dedicandosi alla sua passione per l’arte e l’antiquariato. Fu proprio questa passione a farle compiere il gesto per cui è rimasta famosa e che fu la vera fortuna di Firenze: nel 1737 Anna Maria Luisa stipulò con la nuova dinastia regnante il cosiddetto “Patto di Famiglia” che stabiliva che i Lorena non potessero trasportare “o levare fuori della Capitale e dello Stato del Gran Ducato ... Gallerie, Quadri, Statue, Biblioteche, Gioje ed altre cose preziose... della successione del Serenissimo GranDuca, affinché esse rimanessero per ornamento dello Stato, per utilità del Pubblico e per attirare la curiosità dei Forestieri”. Con questo patto Anna Maria Luisa permise che Firenze non perdesse nessuna opera d’arte e che non subisse la sorte di Urbino, che all’estinzione della casata dei Della Rovere era stata letteralmente svuotata dei suoi tesori artistici.
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